Ancora Giovanni evangelista fa raccontare Gesù ai giudei. Un lungo discorso su se stesso ma anche un giudizio di Gesù su questo popolo che non lo accetta. Si sta condannando da solo all’infelicità.
La parola chiave del discorso di Gesù è testimonianza. Egli è il testimone di Dio. Cioè Colui che rende visibile Dio perché è uno con Lui. E la testimonianza è reciproca: Dio è testimone di Gesù perché lo rende visibile al mondo. Gesù è l’opera di Dio. E Gesù traduce la sua testimonianza in opere. Sono quelle che rivelano l’azione potente di Dio. In questo senso le opere che Gesù compie rendono gloria a Dio. Ma i giudei non capiscono tutto questo. Come neanche noi oggi, a più di 2000 anni di cristianesimo.
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Cosa significa dare testimonianza di Dio? Dargli gloria? Significa agire come Dio agisce, attraverso azioni concrete di bene, di amore, di misericordia. In questo modo gli diamo gloria, cioè lo rivediamo al mondo.
Ma per fare questo dobbiamo essere un tutt’uno con Dio, conoscerlo, vedere come Egli agisce, e parlarne con la nostra vita.
Nessuno può dare una testimonianza su se stesso. Il testimone è sempre colui che parla di un altro che conosce. Ci sono vari esempi di testimoni nella vita e nella prassi societaria che ci fanno capire questo termine e il valore della testimonianza. E nessuno può darsi gloria da se stesso. Perché la gloria rivela qualcuno, non se stessi. Chi lo fa è un ipocrita, non un testimone.
La chiave della vera testimonianza cristiana è l’ascolto della Parola. Lo dice Gesù ai giudei. È la Parola che ci trasforma il cuore e ci rende capaci di amare. Alla fine della vita saremo giudicati sull’amore. Lì si gioca la nostra testimonianza e la gloria che Dio ci restituisce con la vita eterna in Lui.
Oggi rifletto su queste due parole: testimonianza e gloria. Come entrano nella mia vita cristiana?
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
