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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 1 Aprile 2025

Mi colpisce che Gesù, in questo brano del Vangelo, dopo avere donato guarigione e salvezza a un paralitico, si rivolga a lui con queste parole: Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio!

Sembrerebbe quasi una minaccia, ma in realtà è un invito a riconoscere che la vera guarigione non riguarda solo il corpo, ma soprattutto il cuore.

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Gesù ha restituito a quest’uomo la possibilità di camminare, di tornare alla sua vita, ma lo richiama a una dimensione più profonda: la sua infermità non era solo fisica, ma anche spirituale. Forse, negli anni della sua malattia, il paralitico si era lasciato andare alla rassegnazione, alla sfiducia, a un cuore chiuso. Ora che è guarito, Gesù lo mette di fronte a una responsabilità: la libertà ricevuta è un dono prezioso, ma può essere perduta se il cuore non cambia davvero.

Queste parole di Gesù ci interrogano: quante volte anche noi chiediamo una grazia, un aiuto, una guarigione, ma poi, una volta ricevuta, torniamo alla nostra vita senza cambiare nulla dentro di noi? Il Signore non vuole solo toglierci un problema, ma desidera rinnovare il nostro cuore, renderci capaci di vivere una vita piena, libera dal peccato, dalla paura e dalla sfiducia.

Il vero pericolo, infatti, non è la malattia fisica, ma un cuore che si allontana da Dio e si chiude all’amore. Gesù ci invita a non fermarci alla sola guarigione esteriore, ma a lasciarci trasformare nel profondo, perché solo così possiamo vivere nella vera gioia e libertà dei figli di Dio.

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