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don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 30 Marzo 2025

Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 30 Marzo 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

Cosa ci impedisce di essere davvero felici? Nella IV Domenica di Quaresima, il Vangelo del figliol prodigo svela che il peccato più pericoloso non è la lontananza, ma il rifiuto della gioia. Don Fabio Rosini smaschera le trappole dei due fratelli: uno scappa lontano, l’altro resta ma con il cuore altrove. E a noi, da che parte sta il cuore?

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Continua dopo il video.

https://youtu.be/_4EeiKkWDQg

Ecco i punti salienti del commento di don Fabio Rosini sulla quarta domenica di Quaresima 2025 (Domenica Laetare):

1. La domenica della gioia

  • La Quaresima è un cammino di penitenza, ma la quarta domenica rompe questo ritmo con una celebrazione della gioia, ricordando che la meta è la festa pasquale.

2. Il banchetto nella Terra Promessa (Prima Lettura – Giosuè)

  • Gli Israeliti, dopo l’Esodo, celebrano la prima Pasqua nella Terra Promessa, mangiando i frutti di Canaan.
  • Simbolo del passaggio a una vita nuova, liberati dall’”infamia dell’Egitto”.

3. Il Vangelo del Padre Misericordioso (Luca 15)

  • Contesto: Gesù mangia con peccatori e pubblicani, suscitando le critiche di farisei e scribi.
  • La parabola del figliol prodigo è rivolta principalmente ai farisei (rappresentati dal fratello maggiore), non solo ai peccatori.

4. Le due figure chiave: i due figli

A) Il figlio minore

  • Cerca la felicità lontano dal padre, illudendosi che l’autonomia sia libertà.
  • Caduta e risveglio:
    • Tocca il fondo pascolando porci (impuri per gli ebrei).
    • “Rientra in sé” (riscopre la sua identità di figlio).
    • Capisce che la vera gioia è nella casa del padre.
  • Al ritorno, il padre lo accoglie con un banchetto festoso.

B) Il figlio maggiore

  • Rappresenta farisei e scribi:
    • Non entra nella festa, pur essendo sempre stato a casa.
    • Vive una relazione servile col padre (“ti ho servito per anni”).
    • Victimismo: “Tu non mi hai mai dato un capretto!” (ignora i doni già ricevuti).
    • Non riconosce il fratello (“questo tuo figlio”).
  • Rifiuta la gioia del padre:
    • La sua idea di festa è meschina (un capretto con amici), senza coinvolgere il padre.
    • Bloccato dalla sua giustizia, non accetta la logica della misericordia.

5. Il messaggio centrale

  • La vera gioia viene solo abbandonando l’autosufficienza e accogliendo l’amore del Padre.
  • Il pericolo maggiore non è il peccato (come il figlio minore), ma il cuore indurito (come il fratello maggiore).
  • La festa di Dio è più grande delle nostre aspettative:
    • Entrarvi richiede umiltà e abbandono della mentalità calcolatrice.

Conclusione

  • La parabola si chiude senza la conversione del fratello maggiore, lasciando una domanda:
    • Noi sappiamo entrare nella gioia di Dio, o restiamo fuori a contare i nostri meriti?

Temi chiave: Misericordia vs. giustizia umana, conversione del cuore, gioia come dono, relazione filiale con Dio.

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