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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 21 Marzo 2025

Hai mai pensato che c’è non solo l’avidità delle ricchezze, ma c’è anche l’avidità spirituale? L’avidità spirituale si manifesta quando vogliamo trattenere per noi stessi i doni che Dio ci fa, senza condividerli con gli altri.

Nel Vangelo, Gesù racconta la parabola dei vignaioli omicidi, mostrando come questi uomini, pieni di avidità, vogliono impadronirsi della vigna del loro padrone, dimenticando che tutto ciò che hanno, è un dono e non una loro proprietà.

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Questa parabola ci invita a riflettere: siamo davvero consapevoli che tutto ciò che abbiamo è dono di Dio? Oppure, come i vignaioli, ci comportiamo da padroni, usando i doni di Dio per i nostri fini, senza riconoscere il Suo amore e senza metterli a servizio degli altri?

L’avidità spirituale può prendere tante forme: desiderare riconoscimenti per la nostra fede, cercare di monopolizzare la grazia, o persino chiudere il nostro cuore a chi ha bisogno di essere accolto. Ma il messaggio di Gesù è chiaro: il Regno di Dio non appartiene a chi accumula, ma a chi condivide e dona con generosità.

Gesù conclude la parabola dicendo che la pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo. Questo significa che Dio non sceglie secondo i nostri criteri di successo o potere, ma secondo il cuore umile e aperto. Riconosciamo in Lui la vera sorgente della nostra vita e impariamo a vivere non come proprietari della rivelazione, ma come custodi fedeli del Vangelo.

Quindi, oggi, prenditi un momento per chiederti: quali sono i doni che Dio mi ha affidato? Li sto usando per il bene degli altri, o li trattengo per me? Apriamo il cuore alla condivisione e vedremo come il Signore trasformerà ogni nostro gesto di generosità in una benedizione per molti.

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