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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 19 Marzo 2025

Giuseppe, figlio di Giacobbe, è un uomo ben incardinato nella storia della Salvezza: è un uomo giusto. Come Giuseppe, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, è parte della stessa storia per il quale i sogni sono guida e strumento per indicare la strada.

Come Davide, di cui viene richiamata la sua discendenza, sarà strumento per salvare il popolo. Ma che cosa significa essere giusti? Nel caso di Giuseppe significa pensare, pazientare, mantenendo la fede verso l’inatteso, che è il sogno che porta il segno dell’angelo.

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Come a Maria nell’episodio dell’annunciazione dell’angelo Gabriele, anche a Giuseppe l’angelo dice di non temere. Quindi, gli annuncia che il bambino è generato dallo Spirito Santo, la fonte creatrice dell’universo nella creazione.

Che cosa avrà provato Giuseppe dopo essersi ripreso dal sonno? Avrà avuto un sussulto, forse, e quanta sorpresa! Il brano evidenzia una risolutezza nel compiere l’ordine dell’angelo, che è dovuta alla maturità della fede di Giuseppe.

Possiamo pensare che in seguito all’apparizione ricevuta in sogno Giuseppe avrà detto a Maria di aver cambiato idea, di crederle, di non volerla più ripudiare in segreto e di voler proteggere il bambino che porta in nel suo grembo.

Quale stupore avrà quindi provato Maria nel sentire le parole del suo promesso sposo? La scelta di Giuseppe, ispirata da quella di Maria, ha contribuito a portare Gesù nel mondo. Facciamoci guidare dalla Sacra Famiglia che si va creando, per imparare che anche la nostra storia porta il seme dello Spirito Santo.

Per riflettere

Impariamo a pazientare per rimanere nella fede dell’inatteso. Impariamo la gioia dello stupore per quanto oggi ci viene donato.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi