Oggi Gesù ci pone davanti un orizzonte concreto: «siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». Non ci chiede di essere misericordiosi e basta ma ci propone come termine di paragone una Persona che compie gesti di misericordia.
Il Padre ci è proposto come esemplare nell’agire la misericordia. Di fronte a questa audacia di Gesù è facile reagire mettendo l’attenzione sull’abisso che ci separa dal Padre: in questo caso ci sentiamo schiacciati dall’invito di Gesù e in qualche maniera lo rimuoviamo, non entra in noi ad alimentare il nostro desiderio di amare.
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Se però il Padre usa misericordia nei nostri confronti, allora colma Egli stesso l’abisso, allora “mi tocca” e quell’esperienza di essere toccato dalla sua benevolenza mi attiva; allora quel «come» non è teorico e astratto ma significa “agisci come hai sentito che il Padre ha agito con te quando sei stato raggiunto dalla sua misericordia; cerca di far vivere a chi ti sta vicino la stessa esperienza che il Padre ha fatto vivere a te”.
Come si configura la misericordia? È non giudicare, non condannare, perdonare e dare. Ma è anche una misura in movimento, che si allarga: più si allenerà nell’allargarsi nel dare, più sarà in grado anche di ricevere, perché le braccia che danno e quelle che ricevono sono le medesime.
Andrea Piccolo SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
