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don Massimiliano Scalici – Commento al Vangelo del 16 Marzo 2025

Lo Spirito, il perdono e le riflessioni

Il commento di don Massimo descrive la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor come una rivelazione della gloria e del vero volto di Dio, un evento desiderato da Mosè ed Elia sul Sinai, dove ebbero solo accenni della sua presenza.

Questa manifestazione in Gesù Cristo rivela un aspetto divino inedito, caratterizzato da accoglienza e compagnia, come dimostrato dagli episodi biblici di Mosè ed Elia. La trasfigurazione anticipa la definitiva liberazione dell’umanità dal peccato e dalla tirannia, che si compirà con l’esodo pasquale di Gesù a Gerusalemme, la sua risurrezione e l’apertura del regno di Dio.

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Infine, la luce sfolgorante e la nube sul monte prefigurano la presenza del Cristo risorto nella storia di coloro che accolgono la sua parola.

Ascolta “don Massimiliano Scalici – Commento al Vangelo del 16 Marzo 2025” su Spreaker.

Trascrizione dell’audio non rivista.

La trasfigurazione di Gesù sul monte è un evento rivelativo che pone Gesù come gloria e volto di Dio. Quella gloria e quel volto che Mosè ed Elia desideravano vedere. Essi, entrambi sul monte Sinai, non videro che le spalle e non sentirono che il fruscio del passaggio del Signore. Non era infatti ancora giunto il momento della manifestazione della gloria di Dio agli uomini.

Finalmente la gloria e il volto di Dio si manifesteranno sul monte alto sul quale Gesù sale con i discepoli più problematici, Simone testardo come una pietra e Giacomo e Giovanni irrascibili come un tuono. L’evangelista Luca ci dice che il volto di Gesù diventò altro, o meglio un altro. Quello che rivela Gesù Cristo è infatti un volto inedito e inaspettato di Dio. È il volto di uno che ti apre le porte di casa facendoti trovare un fuoco e dandoti l’acqua per lavarti i piedi, come accadde sul Sinai per il fuggiasco Mosè. È il volto di un compagno di viaggio, la cui mano, come brezza leggera, accarezza il volto amareggiato del fuggiasco Elia, come accadde a quest’ultimo sull’Oreb.

Insomma, tutto ciò che l’Oreb Sinai preannunciava si manifesta sul Tabor nel volto dell’uomo Cristo Gesù e nell’annuncio del suo esodo pasquale a Gerusalemme nella città santa. Infatti, infatti si compirà la definitiva liberazione dell’uomo da ciò che l’Egitto e il faraone prefiguravano, come pure da ciò che Akab e Gezabele simbolizzavano. L’idolatria, vera schiavitù dell’uomo e la tirannia del diavolo. Gesù infatti vincerà quest’ultimo e aprirà il regno di Dio a tutti coloro che ascolteranno il Vangelo. Vera Torà e compimento della parola dei profeti.

La luce sfolgorante di Gesù trasfigurato e la nube che avvolge i discepoli sul monte anticipano così la risurrezione di Gesù e la presenza del risorto nella storia e nella vita di chi lo ascolta quale parola di Dio e lo accoglie quale figlio del Padre. Buon Esodo Pasquale a tutti voi cari amici e buona seconda domenica di Quaresima.

Qui anche il video commento di qualche anno fa.

don Massimiliano Scalici dal suo canale Telegram.

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