Ci sono momenti nella nostra vita che per andare avanti occorre fermarsi.
È quello che accade nel vangelo di oggi… ma per comprenderlo dobbiamo capire e leggere ciò che accade subito prima. Prima di portarli sul monte a pregare, Gesù annuncia ai suoi discepoli la sua passione. I discepoli prendono coscienza che stanno seguendo un uomo che dovrà soffrire, che sarà perseguitato e che verrà ucciso… immaginiamoci come potranno essersi sentiti… cosa avranno provato… quale scoraggiamento!?!
Gesù, per farli uscire da questo dolore… li porta a fare un ritiro spirituale: sul monte a pregare. Mi piace pensarla così la trasfigurazione?
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Gesù fa vedere loro la meta. Come dire: non vi preoccupate, anche se c’è da soffrire, la nostra meta, la nostra destinazione è la gloria. Per un istante i loro occhi vedono le cose chiaramente, per il tempo del ritiro, comprendono il senso delle cose… della vita.
Ma dal monte si deve scendere… c’è una vita ordinaria che ci attende. Dobbiamo vivere la quotidianità, le fatiche, gli imprevisti, le sofferenze. Cosa si portano i discepoli (e noi con loro) da questa esperienza, da questo ritiro?
Due cose che non dobbiamo scordarci mai: la nostra meta e l’ascolto come strada per raggiungerla…
Come per ogni viaggio, sapere che ci attende una bella meta, ci dà forza per iniziare il viaggio nel quale comunque non siamo mai soli… è l’ascolto del Signore ci aiuterà proprio nei momenti difficili.
AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK | Telegram
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