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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Marzo 2025

Vangelo di Luca – Lc 11,29-32

A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del  giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

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Parola del Signore.

Il cammino nel deserto, questa quaresima severa e feconda che stiamo vivendo, ci interroga sul nostro modo di credere. Perché questo è lo scopo principale della nostra ascesi: fare il punto della situazione, non dare nulla per scontato, non sederci sulle nostre convinzioni, anche sante e devote.

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E quanto è difficile convertirsi da adulti! Quanto faticoso ammettere che, nonostante il lungo cammino spirituale che abbiamo fatto, ancora tanto resta da fare! La quaresima diventa opportunità di purificare il nostro sguardo, di abbandonare zoppicanti modi di credere, osare, prendere terribilmente sul serio Dio che ci porta nel deserto per fare alleanza.

Possiamo avvicinarci a Dio attraverso i miracoli, i prodigi, i segni, le visioni, i veggenti (veri o presunti), e Dio, in questo caso, diventa una sorta di potente da convincere, da corrompere per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno, una lunatica divinità da blandire per ottenere dei favori.

Oppure possiamo, come fece la regina di Saba, cercare la sapienza del re Salomone, riflettere, approfondire, argomentare, perché la fede è ragionevole e risponde alle grandi domande della vita. E Dio solo sa di quanto necessitiamo di persone che osano sfidare i luoghi comuni.

Possiamo, infine, dar retta alla predicazione dei profeti di ieri e di oggi, come hanno fatto gli abitanti di Ninive, senza far finta di niente, ma accogliendo la loro provocazione.

Gesù non offre prodigi a buon mercato, non fa il guru o il guaritore, fugge la fragile fama che deriva dai prodigi e si presenta come un profeta più grande di Giona, come un sapiente più saggio del re Salomone. Ci indica la strada, ancora oggi, ci introduce alla sapienza che fu di Salomone, cioè la capacità di individuare un senso alla nostra vita e al nostro cammino.

A questo siamo chiamati: a leggere la grande profezia che è Cristo, ad accogliere la Sapienza che deriva dal Vangelo, senza scorciatoie, senza ridurre il cammino di fede a una scampagnata senza impegno.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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