don Roberto Fiscer – Commento al Vangelo per bambini di domenica 2 Marzo 2025

Domenica 2 Marzo 2025 - VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 6,39-45

Data:

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Dalla postazione radio di Radio Fra Le Note il sacerdote genovese Don Roberto Fiscer commenta il Vangelo di domenica 2 marzo 2025 per bambini/ragazzi.

Trascrizione, non rivista, del video.

Ottava Domenica del Tempo Ordinario. Partiamo dalla terza posizione: Gesù è il maestro e sogna, desidera. Ma i suoi desideri sono sogni grandi, non sono obblighi. Gesù non ci obbliga mai nelle cose, sono i desideri del suo cuore. Gesù non si impone mai, si propone.

Bene, la sua proposta è che tu, che io, che noi siamo ben preparati. Ora, preparazione che non è una questione di sapere intellettuale, sapere chi è Dio. Certo, è importante anche quello, ma è un sapere diverso, sapere-sapore. Quella persona ha un profumo speciale, sa di qualcosa di speciale. Ecco, il Cristiano è colui che sa, profuma di Dio. Il discepolo ben preparato è colui che ha il sapore di Dio, i suoi gesti, le sue azioni sanno di Dio, di amore.

Seconda posizione: Senti un po’, mi aiuti? Ho qualcosa nell’occhio. Ma perché, è mai capitato di chiedere a qualcuno: “Senti, ho qualcosa nell’occhio?”. C’è qualcuno che ha una trave nell’occhio e non si accorge di averla. Bene, allora è importante, quando nel nostro cuore nascono dei sentimenti non sempre belli, vediamo il futuro negativo negli altri, vediamo solo le cose che non ci piacciono e non cogliamo nell’altro magari anche gli aspetti positivi, i suoi valori, forse è bene chiedersi:

“Ma ho qualcosa nell’occhio? Ho qualcosa nel cuore che mi porta ad avere questa reazione nei confronti degli altri?” Magari chiedere a un amico che è più avanti di noi nel cammino spirituale, un sacerdote, una catechista, un genitore, un nonno, il padrino, la madrina: “Senti un po’, ma ho qualcosa nell’occhio? Ho qualcosa nel cuore? Mi aiuti a capire cosa c’ho nel cuore che mi fa soffrire e che mi porta ad avere questa reazione, vedere sempre nero o comunque non vedere con i colori di Dio?”.

Ah, sapete chi è che fa questo lavoro? Ho scoperto l’ortottista. L’ortottista è colui che si occupa dei problemi dell’occhio, andate a cercare questo mestiere, è bello.

Gesù ci parla di alberi che portano frutto e altri alberi che hanno frutti non buoni.

Allora, sapete che c’è l’ortoterapia? Curare l’orto fa ben all’anima, così vale anche per le amicizie, avere nel nostro giardino, nel nostro cuore solo piante che portano frutti buoni e non frutti che ci fanno male, che ci avvelenano, circondarci di persone che ci fanno del bene. Scegliere nella nostra vita con attenzione, come quando andiamo sul mercato e guardiamo i frutti: “Sono buoni? Bene questo, questo no”. Così anche nelle scelte che facciamo nella nostra vita, curare l’orto della nostra anima, far crescere solo piante che portano frutti positivi, che ci fanno del bene, che ci fanno stare bene, che ci fanno diventare più santi, più vicini a Gesù. Ci sono cose, persone che ci avvicinano a Gesù. Quelli sono alberi buoni perché i frutti sono questi: mi sento più vicino a Gesù.

E altre realtà, situazioni che invece piano piano ci allontanano da lui, ci allontanano dalla messa, ci allontanano dal gruppo parrocchiale, dagli amici, magari sono anche cose belle, però ci allontanano da Gesù e i frutti quindi non sono buoni e l’albero come sarà? Forse devono prendere il posto giusto, non il centro della nostra vita. Se ci porta via Gesù, ha preso troppo spazio nel nostro orto e lo toglie ad altre piante che invece portano vita, frutti. Buona domenica.

Qui tutti i commenti al Vangelo di don Roberto Fiscer

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