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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 27 Febbraio 2025

Vangelo di Marco – Mc 9,41-50

È meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare.
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».
 
Parola del Signore.

Insiste, il Signore: non riconoscere l’opera di Dio anche nei fratelli e nelle sorelle che non appartengono alla comunità, come ha rischiato di fare l’apostolo Giovanni cercando di zittire quei guaritori che non erano dei nostri, crea scandalo nei piccoli, in quelli che non sono abituati alle nostre sottili distinzioni teologiche, ai nostri (talora ristretti) schemi mentali.

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E piuttosto che scandalizzare un piccolo, ammonisce Gesù, è meglio tagliarsi un piede o una mano o cavarsi un occhio. Mutilazioni simboliche, ovviamente, ma che è bene prendere con estrema serietà. Corriamo il rischio, noi discepoli, di diventare ostacolo alla fede per chi ci sta intorno, di apparire non trasparenza ma muro insormontabile che nasconde il volto sorridente di Dio.

Abbiamo gratuitamente ricevuto la vita di Dio in dono, custodiamola al meglio delle nostre possibilità, con autenticità e passione, facendo della fede il sale delle nostre scelte. Non c’è niente di peggio di un credente fervente che non si accorge, con le sue scelte, di stravolgere il limpido messaggio del Vangelo

Certo: la coerenza a tutti i costi è un inganno e Gesù mette in conto di avere come discepoli persone in cammino come noi, non santini imbalsamati. Siamo chiamati a conservare l’autentica Parola del Signore. Siamo invitati a non lasciare corrompere il messaggio del Vangelo, preservandolo con il sale. E la fede va purificata con il fuoco per potere essere credibili.

Mettiamo sale in zucca, continua Gesù, conserviamo la fede, purifichiamola per non essere un muro che impedisce a chi cerca il Signore di incontrarlo. Non ci accada di essere di ostacolo ai piccoli. Meglio finire in fondo al mare con una macina legata al collo…

Prendiamo molto sul serio la preoccupazione del Signore. Valutiamo sempre con obiettività il nostro comportamento e la nostra credibilità, soprattutto se abbiamo dei posti di responsabilità all’interno della comunità. Se a Gesù sta così a cuore questo aspetto, non siamo da meno nell’essere molto attenti con noi stessi!

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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