I discepoli non solo avevano dimenticato di prendere le provviste di cibo per il viaggio ma avevano dimenticato soprattutto ciò che Gesù aveva fatto per loro e per la folla di gente quando li aveva sfamati con pochi pezzi di pane.
Erano troppo preoccupati del loro sostentanento per dare ascolto alla parola che Gesù stava loro dicendo:non siate ipocriti come i farisei e immorali come Erode. Chi è troppo preoccupato di sé non ha compreso che Dio è Provvidenza, che Dio ha un pensiero fisso: aver cura di ciascuno di noi. Quando siamo troppo preoccupati di noi stessi manchiamo di fiducia in Dio e nello stesso tempo non siamo attenti alla sua Parola.
Quella Parola che ci dice ogni giorno di credere al suo Amore. Di non preoccuparci di nulla perché siamo nelle sue mani. Mani di Padre. Più ascoltiamo la Parola, più ci abbandoniamo in Dio. E questo circolo virtuoso ci allena la memoria a non dimenticare ciò che Dio ha fatto per noi in passato. Ricordando i suoi benefici, la sua Provvidenza…
Come si fa poi a preoccuparsi ancora di sé e del proprio futuro? Oggi faccio questo esercizio di memoria… E mi abbandono a Dio in tutto. È questa fiducia senza se e senza ma, che Dio gradisce.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
