Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Febbraio 2025

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Non capite ancora? No, Signore, scusaci, davvero fatichiamo a capire. Siamo talmente presi dalle cose di questa terra, talmente distratti nella nostra missione che è vivere e dire l’amore, talmente preoccupati a mantenere in rotta la barca della nostra vita, ad evitare gli scogli, a superare le tempeste, che fatichiamo a dare ancora spazio alle tue parole.

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E il lievito di Erode, crudele e disincantato re fantoccio a servizio dei romani, spregiudicato, sostenuto dall’aristocrazia di Gerusalemme decisa a mantenere ad ogni costo i propri privilegi, spesso ha sostituito quello evangelico nelle nostre comunità. E il pensiero evangelico è stato infettato da quello mondano, da logiche di interesse, di contrapposizione, di potere.

Certo, con garbo, con stile, perché nella Chiesa queste cose non succedono o, se succedono, vanno ammantate di aura di santità. Ma invidie, gelosie, opportunismi, carrierismi rischiano di soffocare lo slancio del discepolato, l’ardore e la passione di chi, sul serio!, si è scoperto amato e figlio di Dio.

È inevitabile che sia così, ma occorre vigilare, vegliare, per impedire che la nostra barca, che è la Chiesa, affondi. Il pane del cammino lo abbiamo, e sappiamo che Cristo è sulla nostra barca, e che è capace di prendere il nostro poco per sfamare una folla intera.

E capire la logica del Regno: mettendo in gioco il poco che siamo, ma mettendolo tutto in gioco, non veniamo svuotati, anzi, avanziamo ceste e ceste, moltiplichiamo ciò che abbiamo, perché l’amore non si divide ma germoglia e si fruttifica.

Dobbiamo però vegliare, non lasciare che il lievito di Erode, poca cosa, quasi insignificante, faccia fermentare la buona pasta del pane di vita. E questo pezzo di strada lo dobbiamo fare noi, questo cambiamento sta a noi operarlo, non possiamo chiedere a te di cambiare quanto spetta a noi.

Non capiamo, Signore, porta pazienza. Converti i nostri cuori, aiutaci a vedere, aiutaci a discernere, aiutaci ad agire.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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