fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2025

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Gesรน invia i suoi discepoli in missione.
Li invia “a due a due”, segno che la missione non รจ mai un’impresa solitaria, ma un cammino di condivisione e comunione. Nessuno puรฒ bastare a sรฉ stesso nell’annuncio del Vangelo: abbiamo bisogno gli uni degli altri.

Gesรน dona loro un’autoritร  concreta: scacciare gli spiriti impuri, guarire i malati. Ma li istruisce anche su come vivere questa missione, bisogna essere: poveri, essenziali, senza sovrastrutture. Un bastone, un paio di sandali e niente piรน. La loro ricchezza sarร  la Parola e la capacitร  di relazione.

Significativa รจ poi l’istruzione su cosa fare quando l’annuncio non viene accolto: “Scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza contro di loro”. Non รจ un gesto di condanna, ma di umile consapevolezza: non tutto dipende da noi. A volte bisogna saper riconoscere che il terreno non รจ ancora pronto, che occorre pazienza, che non sempre il nostro impegno produce immediatamente i frutti sperati.

La missione richiede dunque tre atteggiamenti:
Disponibilitร  a partire, uscire dai propri schemi.
Essenzialitร : portare solo l’essenziale, cioรจ il Vangelo
Libertร : saper riconoscere quando รจ il momento di fermarsi, senza sensi di colpa o risentimento
Ogni cristiano รจ chiamato a essere missionario, non necessariamente in terre lontane, ma nel proprio ambiente: sul lavoro, in famiglia, tra amici. L’importante รจ portare uno sguardo di speranza, di guarigione, di annuncio di un amore piรน grande.

Ma altrettanto importante รจ saper discernere, umilmente, quando il nostro annuncio non trova accoglienza.
La missione รจ dunque un equilibrio delicato tra impegno e disponibilitร , tra annuncio e ascolto, tra fermezza nella propria vocazione e mitezza nel riconoscere i limiti.

Che il Signore ci doni questo spirito: essere suoi messaggeri coraggiosi ma non ingombranti, capaci di seminare con gioia e di raccogliere con pazienza.

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