- Pubblicità -

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 8 Gennaio 2025

“Gesù, vedendo una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore.” Questa frase ci mostra il cuore di Gesù: la Sua compassione non è solo un sentimento, ma un’azione concreta. Non si limita a provare pena; si ferma, ascolta, insegna, e infine sfama quella folla con il miracolo dei pani e dei pesci.

Ma cosa significa avere compassione nella nostra vita? Significa guardare le persone attorno a noi con gli occhi di Gesù. La compassione non è commiserazione o pietà, ma un desiderio profondo di fare qualcosa per alleviare la sofferenza o il bisogno dell’altro.

Un esempio pratico? Pensa a quando vedi qualcuno in difficoltà: un amico che è triste, un collega sopraffatto dal lavoro, o un familiare che non trova pace. La compassione non si ferma al “mi dispiace per te,” ma diventa “cosa posso fare per aiutarti?” A volte basta un gesto semplice: offrire il nostro tempo, una parola di conforto, o anche solo essere presenti.

Nel Vangelo, Gesù chiede ai discepoli di dare loro stessi da mangiare. Questo ci insegna che, con il poco che abbiamo, possiamo fare molto. Non serve avere risorse infinite; Dio moltiplica il nostro “poco” quando lo mettiamo a disposizione degli altri. Può essere un sorriso, una preghiera, una mano tesa. È il nostro piccolo contributo che Dio trasforma in qualcosa di grande.

La compassione cambia non solo chi la riceve, ma anche chi la dona. Ci rende più umani, più vicini a Dio. Ogni volta che scegliamo di essere compassionevoli, portiamo il Suo amore nel mondo.
Oggi chiediamo al Signore di donarci un cuore simile al Suo, capace di vedere il bisogno attorno a noi e di rispondere con gesti concreti.

Unisciti a noi per un cammino di fede e preghiera comunitario.

Fonte