fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 3 Dicembre 2024

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Nel Vangelo vediamo Gesรน gioire nello Spirito Santo, ringraziando il Padre per aver rivelato i misteri del Regno ai “piccoli”, nascondendoli invece ai “sapienti e intelligenti”.

Questa scena ci invita a riflettere sul valore dell’umiltร  nel nostro rapporto con Dio. I “piccoli” di cui parla Gesรน non sono necessariamente i meno istruiti o i meno capaci, ma coloro che si aprono con semplicitร  e fiducia alla parola di Dio, liberi da pregiudizi e dall’orgoglio della propria conoscenza.

L’umiltร , in questo contesto, diventa la chiave per accedere alla vera saggezza, quella che viene da Dio. Non รจ attraverso le nostre capacitร  intellettuali o i nostri meriti che possiamo comprendere i misteri divini, ma attraverso un cuore aperto e disponibile all’azione dello Spirito.

Il cammino spirituale, quindi, si realizza come un totale affidamento a Gesรน. รˆ lui lโ€™unico mediatore tra noi e il Padre, colui che puรฒ rivelarci l’amore di Dio in tutta la sua pienezza. Gesรน stesso afferma: “Nessuno conosce chi รจ il Figlio se non il Padre, nรฉ chi รจ il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrร  rivelarlo.”

Questa affermazione ci ricorda che la nostra conoscenza di Dio non รจ frutto di uno sforzo personale, ma un dono che riceviamo attraverso Gesรน. Affidarci a lui significa riconoscere la nostra dipendenza da Dio, la nostra “piccolezza” di fronte al mistero divino, e al contempo la nostra grandezza come figli amati dal Padre.

Gesรน ci insegna che l’umiltร  non รจ un atteggiamento di svalutazione di sรฉ, ma la consapevolezza che tutto ciรฒ che siamo e abbiamo รจ dono di Dio. รˆ attraverso questa umiltร  e questo affidamento totale a Gesรน che possiamo aprirci alla conoscenza dell’amore del Padre, un amore che supera ogni nostra comprensione e che ci trasforma dall’interno.

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