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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 Novembre 2024

E infine eccola, la quiete dopo la tempesta, che già si intravedeva alla fine della pericope che abbiamo letto ieri: una tranquillità naturale, alberi che germogliano, la primavera che arriva. Una promessa serena e liberante, ben diversa dalle parole dei profeti di sventura di cui leggevamo martedì scorso.

Una promessa costruita sulla fiducia nella parola che ci ha portato Gesù, nella parola che Gesù stesso è. «Il cielo e la terra passeranno» è ciò che dona senso agli sconvolgimenti di cui leggevamo ieri: il cielo e la terra sono il luogo dove viviamo, l’ordine naturale delle cose, da cui noi oggi riceviamo una casa ed il nutrimento.

Ne godiamo, per il momento, forse dovremmo anche cercare di rispettarli di più, ma non possono diventare la nostra sicurezza. Non rimarranno per sempre a nostra disposizione. Ciò che invece non passerà sono le parole di Gesù. Su quelle possiamo fare affidamento cieco, per sempre.

Non sappiamo quale sarà la nostra casa e quale sarà il nostro cibo una volta che “il cielo e la terra” saranno passati. Come dicevamo qualche giorno fa, il futuro che Gesù ci promette è molto misterioso. La cosa che sappiamo è la promessa che Gesù ci ha portato: se confidiamo in essa, in un modo che ora non conosciamo, troveremo a suo tempo anche un nuovo cielo e una nuova terra.

Per riflettere

Ripercorrendo il cammino del capitolo 21 di Luca che abbiamo letto in questi giorni ci rendiamo conto di quanto difficili le promesse di Gesù siano da credere veramente, in profondità. Nella nostra vita ordinaria riusciamo a credere a qualcosa quando ci vengono portare delle prove o delle spiegazioni. Qui invece Gesù ci propone un salto nel vuoto, mettendo tra l’altro in gioco la nostra stessa esistenza e il futuro della nostra vita. Sarà vero quello che dice Gesù, o qualcuno si è inventato una storia consolante ma senza fondamento, e alla fine, dopo gli sconvolgimenti di cui abbiamo letto ieri, o più semplicemente dopo la nostra morte, in realtà non c’è nulla? Che rimanga un dubbio è possibile e lecito. Chiediamo allo Spirito Santo di condurre ciascuno di noi lungo la propria personalissima strada alla ricerca della risposta.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi