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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 28 Novembre 2024

Gesù parla di eventi drammatici: guerre, distruzioni, segni nel cielo. A prima vista, queste parole potrebbero spaventarci o farci cadere nel catastrofismo. Tuttavia, il messaggio profondo è ben diverso.

Questi testi ci preparano alle inevitabili difficoltà che l’umanità dovrà affrontare. La vita, sia individuale che collettiva, è spesso segnata da momenti di prova e sofferenza. Gesù non nasconde questa realtà, ma ci invita a guardarla con occhi nuovi.

Il punto chiave sta nelle Sue ultime parole: “Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. Ecco il vero messaggio di speranza! Le tribolazioni non sono la fine, ma il preludio alla venuta di Cristo.

Siamo quindi chiamati non alla paura, ma alla forza e alla fiducia. Ogni difficoltà può essere affrontata con la consapevolezza che Dio non ci abbandona. Anzi, proprio nei momenti più bui, la Sua presenza si fa più vicina e tangibile.

Questa prospettiva cambia radicalmente il nostro modo di vivere il presente. Non siamo vittime passive degli eventi, ma protagonisti attivi di una storia di salvezza. Ogni nostra azione, ogni nostro gesto di amore e solidarietà, diventa un segno concreto del Regno che viene.

Le rivelazioni apocalittiche ci invitano a vivere con speranza, a mantenere viva la fiamma della fede anche nelle notti più buie. Perché, come ci ricorda Gesù, la nostra liberazione è vicina, e con essa la pienezza della gioia e della vita.

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