Sa, il Maestro. Non perché sia maestro, non perché sia profeta, non perché lo crediamo e lo professiamo figlio di Dio. Sa perché, diversamente dai suoi contemporanei, non è accecato dal nazionalismo, dal fanatismo, dalla megalomania.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 28 Novembre 2024” su Spreaker.La ricostruzione del tempio, iniziata da Erode e non ancora terminata, ha ridato lustro, gloria, motivazione ed entusiasmo al popolo che, pur essendo sotto dominio romano da un secolo, vagheggia di glorie passate, di re condottieri, di messia inviati da Dio per liberare il popolo. Gesù sa che è tutta un’illusione, frutto di un delirio collettivo, che potrebbe finire malissimo, come accadrà.
Quando Luca scrive, il tempio è già stato raso al suolo e Gerusalemme data alle fiamme. Quelle parole risuonano forti e lugubri nella spaventata comunità cristiana. Così come accade anche a noi quando vediamo la follia distruttrice delle scelte che stiamo facendo oggi.
Eppure, ai suoi contemporanei e a noi, il Signore ricorda una cosa sola: davanti ad ogni disgrazia, ad ogni guerra, ad ogni paura, siamo invitati ad alzare lo sguardo per andare oltre, perché la nostra liberazione è vicina.
Alzare lo sguardo: passa la scena di questo mondo e le tragedie, le guerre, le battaglie, le lotte, le catastrofi naturali sono il segno di un mondo nuovo, altro, alto, che avanza. Quanta fede ci vuole per credere a questo! Quanta passione per credere, sul serio, che l’uomo non è un pazzo autodistruttore e che l’universo non precipita nel caos! E credere che Dio veglia su questo mondo ed ha su tutto un progetto di bene!
Chiediamo con forza al Signore la fede per alzare lo sguardo, per andare oltre, per non lasciarci schiacciare dalle cattive notizie che riempiono la nostra giornata e che, sul serio, possono sfinirci.
Noi aspettiamo cieli nuovi e terra nuova, dove avrà stabile dimora la giustizia! Questa speranza ricolma la nostra vita, cambia il nostro modo di vedere le cose, ci incoraggia e ci spinge ad amare ancora e ancora senza lasciarci sprofondare nello sconforto.
Sì: Marana thà, vieni presto Signore Gesù!
FONTE: Amen – La Parola che salva – Il blog di Paolo
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