Lettura del Vangelo e commento del testo che la liturgia propone per martedì 19 novembre 2024.
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Un caro saluto a tutti. Perdonatemi se non mi vedete molto bene: sto utilizzando il computer per registrare questo commento al Vangelo perché non ho il cellulare in questo momento disponibile.
Ci mettiamo in ascolto del Vangelo che la liturgia ci regala anche in questo martedì, un brano molto bello: l’episodio di Zaccheo.
Dal Vangelo secondo Luca:
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quando ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomoro perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.” Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È entrato in casa di un peccatore.” Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto.” Gesù gli rispose: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.”
Testo molto bello, anche molto conosciuto, questo di Zaccheo. Proviamo a vedere alcune caratteristiche di Zaccheo. Si dice che è piccolo di statura: è raro che l’evangelista ci dica alcune caratteristiche fisiche di un protagonista o di un personaggio del Vangelo. Viene da pensare che questa piccolezza di statura abbia anche un valore simbolico.
Quando lui è di fronte alle altre persone, queste gli impediscono di vedere il Signore. Zaccheo è segnato dalla sua vita. La sua vita l’ha portato in una posizione tale per cui si sente più piccolo, quasi schiacciato dagli altri, rispetto al Signore. Zaccheo è un pubblicano. I pubblicani facevano un lavoro davvero problematico, nel senso che riscuotevano le tasse, ma opprimevano anche i poveri per riscuotere le tasse. Zaccheo è un pubblico peccatore.
Questa piccolezza di statura forse indica davvero una posizione svantaggiata, da dove lui ora si sta trovando per cercare il Signore. Ci sono momenti, no, nella nostra vita in cui ci rendiamo conto che il Signore non è una nostra proprietà, che noi effettivamente, da parte nostra, siamo piccoli di statura. Non riusciremmo neanche a vederlo: è una grazia l’incontro con lui. Però, ecco, partirei proprio da questa caratteristica, la sua piccolezza di statura, che ha anche un valore simbolico. Fa fatica a vedere, si trova in un momento, in una condizione di vita simboleggiata dalla sua piccolezza di statura, dove per lui è faticoso vedere il Signore. Ed è nella sua situazione di pubblico peccatore: è uno che fa del male. Zaccheo è uno che porta via alla gente ciò che gli serve per mangiare.
Però c’è una cosa che salva la vita a Zaccheo. Zaccheo dice: Gesù deve passare di qua. È vero, io sono piccolo di statura, non ho le forze per arrivare a lui, ma lui può vedermi, lui deve passare di qua. Io mi voglio mettere in una posizione dove lo vedrò e posso essere visto. È molto bella, no, questa espressione: “Doveva passare di qua.” Zaccheo, pur piccolo di statura, quindi con una difficoltà oggettiva a incontrare il Signore, però sa fare i conti, però è furbo, però è astuto.
È vero che a volte noi facciamo fatica a incontrare il Signore, ma mi sto ponendo nelle condizioni per essere trovato da lui? Perché se io faccio fatica a incontrarlo, perché vivo davvero l’esperienza del peccato e non mi metto nelle condizioni di farmi trovare, diventa davvero difficile, no, un incontro con il Signore. Zaccheo fa esperienza della sua piccolezza di statura, ma anche della sua piccolezza morale. Però è furbo, però è scaltro e si mette nella posizione per incontrare il Signore.
Quanti propositi, no? Propositi infranti nella nostra vita, sogni nel cassetto, propositi fatti che poi invece facciamo fatica a portare avanti perché mancano di sapienza. Che bello formulare invece un proposito che sia sapiente: “Signore, tu devi passare di qua, e io so dove passerai. Mi faccio trovare lì. Io so che tu ci devi passare, so che se io faccio questo, se mi metto a fare questo, se ti incontro lì, ti troverò e lo farò.” Ecco che riusciamo a essere un po’ più furbi, no, nella nostra vita, sennò tante volte collezioniamo una serie di occasioni perse. Invece Zaccheo sa cogliere l’occasione giusta.
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Che bello, no, poi questo incontro che capita: “Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.” Notate questo gioco molto bello di due “devo”. Lui deve passare di qua e Gesù dice: “Devo fermarmi a casa tua.” Gesù è proprio legato: il suo desiderio è quello di andare a cercare ogni peccatore che ha voglia di farsi trovare. Due doveri: lui deve passare di qua, io devo fermarmi a casa tua. Tutti e due intuiscono che lì dentro sta per scattare qualche cosa di interessante.
Zaccheo accoglie Gesù a casa sua, la gente mormora, ma Zaccheo dice una cosa molto interessante: “Io do metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto.” Nessuno si accorge, ma lì sta scattando una storia di salvezza. Questa cosa è interessante: noi tante volte vorremmo che appena nella mia vita di fede succede qualcosa, tutti lo devono riconoscere, tutti lo devono sapere. Mi capita spesso di sentire, no, cristiani che dicono: “Ma come faccio a dirla questa cosa?” Anche giovani, eh! Per me è un incontro prezioso quello con Gesù, ma come faccio a testimoniarlo? Tante volte bisogna anche riconoscere che nel nostro cuore è successo qualcosa, ma attorno a noi non tutti se ne accorgono. L’importante è che sia successo qualcosa per te, e vedrai che poi verranno le circostanze e le occasioni in cui potrai essere testimone del Signore.
Faccio notare un ultimo dettaglio che tutte le volte mi piace un sacco: Zaccheo dice che dà metà di ciò che possiede ai poveri e, se ha rubato a qualcuno, restituisce quattro volte tanto. Metà! C’è qualcosa che non ci torna, perché se vi ricordate, al giovane ricco Gesù dice: “Va’, vendi tutti i tuoi averi e dalli ai poveri.” Com’è che a Zaccheo fa lo sconto del 50%? Zaccheo dà metà, e l’altro tutto. A me sembra bellissima questa cosa: noi per Gesù non siamo standard. Gesù guarda ciò che siamo. Quello era uno che stava già seguendo la legge, che era già impegnato in un cammino di ricerca. Allora Gesù sente di indicargli una certa via. Zaccheo, all’inizio, va bene: quello che ha fatto è già tanto, e Gesù apprezza. Il cammino è fatto di passi. Non siamo sempre tutti arrivati a un livello standard. Va bene, partiamo da qui: la salvezza è entrata in questa casa, ma adesso dovrai camminare per viverla, questa salvezza, nella tua vita.
Grazie per aver seguito questo momento di riflessione assieme sul Vangelo. E auguro a tutti di cuore un buon martedì.
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