Zaccheo da molto tempo aveva messo la sua prontezza e la sua ambizione al servizio del suo lavoro e dei guadagni che da esso arrivavano. Non era un pubblicano qualsiasi, ma il loro capo. Una posizione sociale, seppur detestata dal popolo, che gli garantiva prestigio, riflettori e potere. Tutto questo era un bene da guadagnare e difendere e ragionevolmente richiedeva impegno, costanza e dedizione.
Quel giorno tutto questo non bastò più. Non conosciamo come fosse venuto a sapere di Gesù e cosa sapesse di lui. Ma quel giorno tutti i beni che aveva accumulato e il potere che aveva acquisito e difeso non erano più sufficienti di fronte a quell’uomo che passava per Gerico. «Cercava di vederlo». Da quel giorno s’era messo a cercare altro, un Altro.
C’è un coraggio folle nel suo gesto di salire sul sicomoro, in mezzo a tutta la gente della città. Stava per dilapidare in un solo gesto tutto il suo potere di uomo detestato ma temuto, condannato peccatore ma invidiato nella sua ricchezza. Come un innamorato, come un cercatore d’oro ciò che ha in mente è vedere Gesù, non esistono più gli altri, le dicerie, le buone impressioni. «Cercava di vederlo» e allora forse prima ancora di vederlo fu visto.
Chi cercava è stato per prima cercato. E poi chiamato per nome. E infine invitato alla sua stessa casa, perché potesse iniziare una nuova vita. Nemmeno Zaccheo sapeva di cercare una nuova vita. Era Gesù che lo stava cercando per donargliela.
Leonardo Angius SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
