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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 17 Novembre 2024

Il cielo. La fine parte dal cielo, da chi, simbolicamente lo abita: il Creatore, il Salvatore, il Divinizzatore. La cortina celeste si sconvolge, si apre per lasciar passare l’Inconoscibile, l’Incontenibile, colui che non si confonde.

Non si “confonde”, non si mescola: è il Santo; eppure scenderà a visitare la terra perché è già sceso, si è già mescolato, si è già umanizzato. Tutto questo è sconvolgente, per noi che non ci lasciamo più sconvolgere da nulla: siamo la generazione dei disillusi che pagano, troppo spesso, la loro disillusione con tristezza, rinuncia, fragilità estreme, desiderio di morte. Ci vuole una “sveglia”!

C’è un forte contrasto tra l’immagine degli sconvolgimenti del cielo e l’immagine tranquilla e serena del fico tenero, verde, vivo e fecondo accompagnata dal sole e dal caldo estivo: è il contrasto tra la storia tremenda che stiamo vivendo (tra guerre, sconvolgimenti climatici, apatia generalizzata) e il desiderio e la capacità di essere fecondi, portatori di vita.

Siamo entrambe le immagini: oramai lo sappiamo bene. Gesù ci ricorda che non abbiamo perduto la possibilità e la capacità di scegliere chi essere.

Andrea Piccolo SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato