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don Gio Bianco – Commento al Vangelo del 10 Novembre 2024

Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti…

Trascrizione, non rivista, del video.

A metà del Vangelo che questa domenica viene letto a Messa, si ascolta che Gesù è seduto davanti al tempio a osservare la gente: chi va, chi viene. E siccome lì vicino c’è la cassetta delle offerte, il cosiddetto tesoro, vede persone di estradizione sociale diversa che depositano le loro differenti offerte.

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Teniamo presente che fare l’elemosina è una regola ebraica. L’evangelista Marco riporta questo episodio per evidenziare il comportamento di una vedova, che Gesù definisce povera, e che nel tesoro mette soltanto due monetine che fanno un soldo.

A questo punto del racconto, non ci sfugga cosa sta facendo Gesù. Chiama vicino i discepoli perché vuole che stiano attenti a quello che è accaduto. Fa notare loro che quella vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.

Prima di procedere con il racconto, voglio fermare l’attenzione sul comportamento di Gesù. È lì seduto, che osserva, che lascia fare. Non dice nulla alla donna, nulla agli altri donatori. È un Gesù tranquillo e capace di guardare ciò che avviene, e lo fa in modo apparentemente distaccato.

Non dovremmo anche noi, ogni tanto, fermarci, guardarci attorno per scorgere con la mente calma quanto accade e saper vedere le piccole buone azioni che si mescolano e, a volte, si perdono tra le altre? Spendere tempo a vedere quanto bene gira intorno a noi e che forse ci sfugge, scivola via.

Poi Gesù fa notare che l’offerta maggiore consiste proprio in quei due spiccioli che, di per sé, valgono pochissimo. Ma quella donna, sottolinea Gesù, nella sua miseria vi ha gettato tutto quanto aveva per vivere. Non si tratta allora di lodare un gesto di grande generosità, piuttosto la consegna di una vita. Se la donna ha donato tutto quanto aveva per vivere, vuol dire che adesso non ha più di che vivere. Affida tutto al tesoro del tempio, a chi è ancor più misero di lei.

Che botta ha tutto ciò che teniamo per noi! Di che cosa viviamo? Che cosa non siamo ancora capaci di consegnare per poter accogliere l’amore di Dio in pienezza?

Dio vi benedica.