Il brano del Vangelo di questa domenica, presente in tutti e tre i Sinottici con analogie e differenze, ritrae Gesù che lascia Cafarnao per continuare il suo ministero pubblico lungo la Galilea.
Il protagonista è un tale che, mosso dal desiderio di ricerca di qualcosa di più rispetto al puntuale fare, va da Gesù, riconosciuto nella sua divinità (al punto da prostrarsi dinanzi a lui!) e chiamato «Maestro buono». È un uomo che ha sempre camminato secondo la Legge, ha osservato i comandamenti, vivendo bene le relazioni con gli altri, ma ora di chiedersi: come sto nelle cose che faccio? Per chi le faccio?
È sempre bello contemplare lo sguardo che Gesù fissa sul suo interlocutore: uno sguardo che non giudica, ma promuove! Si tratta infatti di uno sguardo che, avendo guardato dentro, ama totalmente.
Cosa manca effettivamente a quest’uomo? M. Russotto lo ha definito «un possessore posseduto», in quanto possiede molti beni, ma in realtà è schiavo delle sue cose. Gesù invita a compiere un salto di qualità: passare dall’avere tutto per sé all’essere custode del proprio cuore per liberarlo da ogni tipo di idolatria e aprirlo alle necessità dei fratelli!
Sempre mi colpisce la tristezza che il tale vive: la sua incapacità di guardare il cielo! Se ne va triste perché si è arreso e si è ripiegato nella rassegnazione. Vale ancora oggi quanto trasmesso da Euripide nel Frammento 826: «Vivi di speranza e nùtriti di speranza!».
Il segreto della felicità sta nel lasciare tutto ciò che appesantisce lo zaino del nostro cammino, per trovare in Gesù il vero bene e il senso della vita. Potrebbe farci tanto bene ripercorrere la vicenda personale di San Francesco d’Assisi, il quale, vivendo la povertà, ci ha ricordato che solo Dio è «il sommo bene – tutto il bene».
PREGHIERA
Libera il mio cuore, Signore, dal peso delle cose per servirTi!
DOMANDE
- Cosa sono disposto a lasciare per seguire Gesù?
- Riconosco che Dio può fare l’impossibile in me?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
