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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 20 Settembre 2024

Il Figlio di Dio, vero uomo e vero Dio, ha speso gli ultimi anni della sua vita terrena annunciando il vangelo. Ha portato la buona notizia del Padre che ama davvero i suoi figli, di un Dio che è misericordioso prima ancora che le creature sentano la necessità di rivolgersi al Creatore.

Gesù non vuole una fissa dimora: raramente e per pochi giorni si ferma in casa di qualcuno. Sa che la ragione per cui il Verbo ha preso carne è di mostrare con segni e parabole un radicale capovolgimento di prospettiva: condizione necessaria per accedere al Regno. Ha fretta, il tempo è poco, molti coloro che devono conoscere il suo messaggio.

Il Nazareno richiede ai suoi seguaci di intraprendere un cammino di conversione che li liberi dalle prescrizioni spesso solo umane. E Luca, nel testo di oggi, ribadisce l’attenzione dell’Emmanuele per quelle categorie che erano tra le più colpite anche in campo religioso.

Come abbiamo meditato in questo mese, il Signore scelse trai suoi discepoli dodici apostoli. Sono “chiamati” direttamente da Gesù: una prassi che non corrisponde alle abitudini consolidate. Il Salvatore dà una luce nuova al passato ponendo come pietra miliare l’amore disinteressato. Chiamerà con sé colui che poi lo tradirà.

Chiamerà peccatori, pescatori, anche coloro che odiavano i samaritani. Anche le donne! Chissà quanti avranno criticato che tra i seguaci ci fossero anche delle donne. Strano per logiche umane, del tutto coerente con l’insegnamento del Maestro. Il Risorto apparve ad una di esse, che, ovviamente, non venne ritenuta attendibile nemmeno dagli apostoli.

L’amore di Dio non ha confini né geografici (ricordiamo il suo messaggio ai gentili) né di genere. Maria di Magdala è stata liberata da demòni; Giovanna era moglie di un erodiano (coloro che commisero efferatezze contro gli stessi ebrei pur di mantenere quel potere permesso da Roma). Non costituivano una élite.

Molte altre servivano il Signore. Tutti possono seguire Gesù e tutti siamo chiamati a farlo nelle condizioni in cui ci troviamo.

Per riflettere

Tutti i battezzati sono dei chiamati da Dio. Nel corso della storia sono moltissimi quelli che hanno versato sangue pur di non rinnegare l’amore per Dio. Ancora ancora oggi c’è chi soffre e muore per la fede in Gesù Cristo: una testimonianza di fede di cristiani di altre nazioni. Oggi ricordiamo i martiri del XIX secolo. Vissero in Corea. Non ci sono barriere per chi cerca il Regno di Dio.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi