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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 4 Stefano 2024

Pensa un po’: Gesù guarisce la suocera di Pietro, poi una folla di malati, e quando tutti lo cercano cosa fa? Si ritira in un luogo solitario. Non vi pare un po’ strano?

Quante volte ci sentiamo trascinati da mille richieste, e le persone si aspettano da noi di trovarci sempre disponibili? La società ci vuole super-eroi impegnati sette giorni alla settimana. O forse siamo proprio noi che sogniamo la tranquillità, ma in realtà ci incasiniamo sempre la vita. Ma Gesù ci mostra un’altra strada.

Gesù è una persona attiva, ma sa anche quando fermarsi, quando ritirarsi per pregare, per ricaricarsi. Ci insegna l’importanza del ritmo tra azione e contemplazione.

E tu? Quando è stata l’ultima volta che ti sei fermato davvero? Che hai staccato da tutto e tutti per ritrovare te stesso, per riconnetterti con ciò che conta davvero?

Gesù ci provoca: siamo disposti a deludere le aspettative degli altri per essere fedeli alla nostra missione? Sappiamo dire un ‘no’ per poter dire un ‘sì’ più grande?

Se ce la facciamo oggi, e ripeto oggi, non domani, troviamo il tuo ‘luogo solitario’. Potrebbe essere un parco, un angolo di casa, persino cinque minuti di silenzio in macchina. Fermati, respira, riconnettiti.

Ricorda: non puoi dare ciò che non hai. Prenderti cura di té non è egoismo, è la base per poter davvero servire gli altri.

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