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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 3 Settembre 2024

In continuità con la pericope di ieri, anche il testo di oggi presenta Gesù in Galilea. Ieri a Nazaret, un paese, ed oggi a Cafàrnao, una città. L’evangelista racconta il Maestro che insegna lo stesso giorno: il sabato, il cui valore abbiamo meditato ieri. E, come il brano di ieri, ritorna il tema dell’autorevolezza del Nazareno, il cui messaggio catturava l’attenzione e la speranza di molti.

Non mancano gli avversari. I vangeli raccontano chi sono e come hanno operato contro l’Emmanuele al quale contrapponevano il rigoroso rispetto della legge di Mosè (talvolta accompagnata da prescrizioni non bibliche) all’annuncio di quel strano personaggio non ancora ben classificato. Un profeta? Un rabbino?

Il luogo e il segno che il Salvatore mostrerà hanno un valore enorme. È sabato ed è naturale che Gesù si rechi nella sinagoga, un luogo sacro, lo stesso dove a Nazaret venne cacciato e quasi messo a morte per il commento alla Parola. Meno ovvio che in un luogo sacro fosse presente un uomo che era posseduto da un demonio impuro.

Mentre nella sinagoga di Nazaret sono le parole pronunciate ad accertare e convalidare la sua autorevolezza, ora registriamo il segno che accompagnano le parole del Verbo incarnato. Nei vangeli non mancano le gesta compiute per sanare i malati: nella sinagoga il Dio-con-noi si rivela l’unico capace di vincere il vero avversario, il divisore tra il Creatore e le creature, il diavolo, colui che erge un muro tra il Padre misericordioso e noi vasi di coccio incapaci di contenere la ricchezza e la profondità del mistero divino.

Tutto porta a far conoscere sempre più il Verbo incarnatosi per servire e che parla ed opera in modalità presenti nel Testo antico, perché tutti conoscano lieto evento.

Per riflettere

Noi non abbiamo potuto né ascoltare le parole di Gesù né vedere di persona i segni compiuti durante la sua vita pubblica. Perché acquisti autorevolezza anche per noi, di cosa abbiamo bisogno? Le parole del Verbo sono presenti nella Parola: amare e servire senza pregiudizi.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi