Anche a noi le parole di Gesù possono talvolta sembrare difficili ed esigenti; anche noi rischiamo di criticare quello che dice il Maestro, di giudicare secondo i nostri schemi e di mormorare contro di lui, perché non ci piace quello che dice.
Proprio a noi, dunque, è rivolto questo insegnamento: <<È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla>>. La carne è la nostra mentalità il nostro carattere, le nostre abitudini: non giovano a nulla e non ci danno vita.
Invece è lo Spirito che dà la vita, e lo fa, rinnovando il nostro carattere, cambiando la nostra mentalità, migliorando le nostre abitudini. Ed è Gesù che dà lo Spirito: le sue parole sono lo Spirito della vita.
Ma non ci costringe a seguirlo: ci propone la via, senza imporla. È una scelta importante da fare: non vogliamo essere cristiani di abitudine che ripetono stancamente dei riti senza sapere perché li fanno; vogliamo essere persone intelligenti che seguono il Signore Gesù, perché hanno creduto e conosciuto che è il Santo di Dio.
L’ordine dei verbi è importante: prima si crede con l’accoglienza del cuore, poi si conosce con l’intelligenza della mente. Ci vogliono entrambi i passaggi: accogliere cordialmente la Parola del Signore e poi conoscerla con l’intelligenza; insieme — mente e cuore — scelgono di seguire il Signore, l’unico che può comunicare lo Spirito della vita.
Non lo lasciamo, perché sappiamo che non c’è nessun’altra possibilità di salvezza; perciò, decidiamo ancora una volta di seguirlo docilmente.
AUTORE: don Claudio Doglio
FONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TV
