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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 22 Agosto 2024

Il regno di Dio, ci spiega Matteo, è una bella festa di nozze, una festa riuscita, epocale, memorabile. Travolgente come un innamoramento, vera come il desiderio di donarsi e di vivere insieme, feconda come un talamo nuziale, l’esperienza di Dio ha a che fare con l’aspetto più gioioso dell’esistenza umana, quello dell’amore.

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E questa parabola smentisce le tante (limitate e orribili) visioni di Dio che portiamo nel cuore, anche noi cattolici, anche noi discepoli di lungo corso. Un Dio bravo e buono che, però, non va fatto arrabbiare per non scatenare la sua ira.

Non è così! Il Dio di Gesù invita l’umanità a una splendida festa di nozze in cui lo sposo è Gesù stesso. La sfida del cristianesimo in questo terzo millennio consiste nel passare da una fede crocifissa a una fede risorta, perché la gioia cristiana è una tristezza superata, è partecipare al banchetto nuziale che inizia qui e finirà nell’eterno cuore di Dio.

Io credo perché non ho incontrato nulla di più bello nella mia vita del Signore Gesù e, a oggi, nulla mi ha mai dato altrettanta durevole e autentica gioia. Ma, lo sappiamo, l’amore lascia liberi. La libertà è l’altro nome dell’amore: nessuno può costringere una persona a riamarti, nessuno può obbligare una persona ad accogliere e restituire l’amore che gli doni.

Le scuse, oggi come allora, sono le stesse: non ho tempo, non è il momento, non mi piacciono gli altri invitati o i cuochi (la Chiesa!), ci penserò. Animo, cercatori di Dio, rimettiamo Dio al centro della nostra vita, rimettiamo in ordine le cose che facciamo, diamo loro un senso e una misura, in proporzione alle gioie che ci offrono.

Cosa abbiamo di meglio da fare che lasciarci amare dal Signore? E prendiamo sul serio l’invito alla festa: l’unica cosa che ci è chiesta è essere all’altezza della situazione, non essere approssimativi. È di Dio che stiamo parlando: vale la pena fare del nostro meglio per arrivare vestiti con cura e dignità.

Dio non pone condizioni, ma il nostro modo di esserci rivela la misura del nostro desiderio. 

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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