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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 20 Agosto 2024

“È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli.” Ma perché Gesù dice questo? Non sta condannando la ricchezza in sé, ma ci sta mettendo in guardia.

La ricchezza può diventare un ostacolo, se non addirittura un impedimento, quando diventa il centro della nostra vita, quando ci fa dimenticare Dio e gli altri. Pensate a uno smartphone. È uno strumento utile, vero? Ci permette di comunicare, di informarci, di lavorare. Ma quante volte ci siamo trovati a tavola con la famiglia, o con gli amici, con gli occhi fissi sullo schermo invece che sulle persone che abbiamo davanti?

Lo strumento utile è diventato una distrazione, un ostacolo alla vera comunicazione. La ricchezza può fare lo stesso. Può farci concentrare talmente sui beni materiali da farci dimenticare ciò che conta davvero: l’amore per Dio e per il prossimo. Ma Gesù non ci lascia senza speranza. Dice: “Impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile.”

Con l’aiuto di Dio, possiamo usare le nostre ricchezze nel modo giusto. Ho conosciuto un imprenditore di successo che aveva tutto: una grande azienda, case lussuose, auto costose. Ma si sentiva vuoto. Un giorno, purtroppo, ha dovuto confrontarsi con un problema del figlio tossicodipendente, ed ha cominciato a sostenere un centro di recupero. Ha capito che la sua vera ricchezza non erano i suoi beni, ma la capacità di aiutare gli altri.

Oggi, pur mantenendo la sua azienda, dedica gran parte del suo tempo e delle sue risorse a progetti sociali. Mi ha detto: “Non mi sono mai sentito così ricco come ora che ho imparato a donare.” Che possiamo tutti imparare a “lasciare” il nostro attaccamento alle cose materiali, per guadagnare la vera ricchezza: l’amore di Dio e del prossimo.

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