Gli evangelisti ci propongono il racconto della moltiplicazione dei pani come uno dei miracoli più straordinari compiuti da Gesù.
Un miracolo che non va compreso solo come evento soprannaturale in cui due pani e due pesci bastano a sfamare una folla di circa cinquemila uomini. È anche il miracolo del cuore di pietra che diventa un cuore di pane.
Un cuore umano chiuso in sé stesso che cerca solo il proprio interesse, che ad un certo punto, grazie all’incontro con Gesù si apre alla condivisione. Il grande miracolo che noi attendiamo oggi è proprio questo, che il Signore continui ad effondere il suo Spirito su di noi, per essere persone che donano la propria vita per sfamare la vita degli altri.
E in questo dono di noi stessi non ci troviamo ad essere impoveriti ma arricchiti: la vita si moltiplica quando si dona mentre avvizzisce quando si trattiene. E la moltiplicazione dei pani non è per noi solo un invito a condividere quello che abbiamo, ma innanzitutto deve risvegliare in noi un senso di gratitudine per tutto il pane che noi abbiamo ricevuto grazie alla condivisione di qualcun altro.
E gratitudine verso Dio per tutti doni materiali e spirituali che ha voluto condividere con noi. Solo quando scopriamo di essere amati da Dio, riusciamo a nostra volta ad amare le persone che vivono accanto a noi.
