Kum!
ร una storia di donne, quella che ci presenta Marco oggi.
E di dolori.
Di dolori irrisolti come la lunga e penosa malattia invalidante dellโemorroissa.
Di dolori atroci come la perdita della figlia adolescente di Giairo.
Una storia di approcci, di sguardi, di sfioramenti, di energie, di fede, di conversioni da operare.
No, non abbiamo una risposta definitiva al mistero del male e della morte. Soprattutto del dolore dellโinnocente. Ma abbiamo un Dio che quel dolore lo condivide e lo redime.
Questo รจ venuto a raccontare il Signore Gesรน. Questo abbiamo scoperto e raccontiamo.
Giairo
Marco, con abilitร , intreccia due storie di sofferenza.
Entrambe sono accomunate dalla presenza tutta femminile e dal numero dodici.
Dodici sono gli anni della malattia della povera donna. Dodici gli anni della figlia di Giairo.
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Dodici, nella Bibbia, รจ il numero della pienezza come dodici sono i mesi dellโanno.
Ci troviamo davanti a due dolori assoluti, compiuti, travolgenti.
Marco pone il lettore davanti a due fra le grandi paure della nostra vita: la malattia che ci taglia dalla vita di relazione e la morte improvvisa nel pieno della nostra attivitร .
Giairo รจ uno dei responsabili della bella e grande sinagoga di Cafarnao. Per la precisione รจ uno di quelli che si occupano di scegliere i lettori e di coordinare la liturgia. Non รจ uno qualunque, รจ uno che prega, un credente, un pio, un devoto. Uno impegnato nella fede, che investe molto nella vita interiore e si rende disponibile. La sua devozione, la sua convinzione, le sue motivazioni profonde vacillano davanti alla figlia esanime.
ร che รจ allo stremo, dice Marco. Luca e Matteo tolgono questo particolare, dandola per morta.
Lโunica cosa che puรฒ fare Giairo, interiormente sfinito, รจ gettarsi ai piedi del Maestro.
Non ne puรฒ piรน, non sa come uscirne, non ha soluzioni. Allora si mette in ginocchio come chi mendica. Come chi chiede. Non sa piรน nulla. Non sa piรน se crede.
Chiede per lei che sia salvata e viva.
Salvezza e vita. Le due dimensioni essenziali dellโesistenza umana.
Gesรน si muove, cโรจ urgenza. Ma accade qualcosa di imprevisto: una donna chiede la guarigione, ruba un miracolo. E questo rallenta il corteo. Anzi, Marco sembra insinuare il dubbio che la causa della morte della ragazza abbia a che fare col colpevole ritardo di Gesรน.
Dramma fra poveri: chi guarire per primo? Chi ha diritto al miracolo?
Timidezza
Il sangue รจ vita, chi perde sangue muore.
Il flusso mestruale รจ misterioso, quindi, meglio starne alla larga. Una donna mestruata รจ impura non va toccata. Lโemorroissa non riceve un abbraccio da dodici anni, di che morirne.
Ma ha paura, sa che toccando il rabbรฌ lo renderร impuro. Tenera. Ma osa.
Almeno il mantello, almeno sfiorarlo. E accade.
Non รจ lei a rendere impuro il Signore, รจ lui a renderla pura. E se ne accorge.
Chiede chi รจ stato. Cโรจ ressa, che domanda scema รจ?
Tutti lo toccano. Una sola lo sfiora. Ne prende lโenergia vitale perchรฉ ci crede, perchรฉ mendica, perchรฉ elemosina.
Possiamo frequentare Dio per anni senza mai guarire.
Scusate il disturbo
Arriva qualcuno che prende da parte il povero Giairo.
Poca diplomazia, nei suoi confronti. La ragazza รจ morta, lasci stare il Maestro.
Letteralmente Marco usa un verbo che significa scorticare, sfinireโฆ, non sfinire il Rabbรฌ, dicono.
Una crudezza e un atteggiamento che lasciano stupiti e che ritroveremo piรน avanti.
Che cโentra, ora, il disturbo al Maestro? Siamo davanti al dramma di una ragazza morta e ci formalizziamo?
Che idea cโรจ di vita, di morte e di Dio dietro questa sconcertante affermazione?
Il nostro รจ un Dio che vuole essere importunato!
Che chiede al discepolo di insistere! Che vuole venire nelle nostre case a renderci visita!
Dalla casa sono venuti a dire a Giairo di rassegnarsi.
Gesรน, contraddicendo questo parere, chiede a Giairo di fidarsi.
Lotta
Ora il gioco si fa duro.
Da una parte la folla rumorosa che assale Gesรน, la devozione fanatica ed esuberante che gli impedisce di operare. Dallโaltra la necessitร di ricavarsi uno spazio, di operare una selezione. Seguire Gesรน, diventare discepoli รจ qualcosa di diverso dal seguire lโonda della folla. Gesรน lo sa bene.
Tre fra i discepoli possono seguirlo. Perchรฉ devono essere due o tre i testimoni, come stabilisce la Scrittura (Dt 19,15).
Gesรน annuncia la buona notizia zittendo i vicini che si disperano: ora sono loro a non doversi disturbare. La bambina non รจ morta, dorme, inutile strepitare. Lo fa con una gentilezza disarmante, con una fede incrollabile. Mi immagino lo sguardo perplesso del padre. Dorme? Che significa?
Dorme, certo. ร una professione di fede vera e propria, un invito a credere contro lโevidenza. Entra in casa.
Alzati!
Prima il gesto, poi la Parola. Prima la tocca, poi le parla.
Dio sempre ci tocca, prima di parlarci. Attraverso mille piccoli segni, piccole attenzioni, piccole sfumature che solo uno sguardo di fede รจ in grado di cogliere.
Dio ci accarezza con delicatezza e garbo.
E il Verbo parla. Un vezzeggiativo, ragazzina, e un ordine: kum!
E usa lโaramaico, la lingua usata al suo tempo.
Non lโebraico, la lingua del sacro. O il latino, la lingua dellโimpero. O il greco, la lingua commerciale. Ma la lingua materna, quella imparata in casa.
Dio ci parla sempre con un linguaggio che siamo capaci di capire. E ci ordina: kum! Alzati!
O, meglio ancora: sorgi!
Per me
Gesรน รจ colui che dona la vita, sempre.
La fede che Giairo deve coltivare nonostante lโapparenza. E nonostante la folla che lo porta lontano dal Signore. La guarigione riguarda la bambina, certo, ma anche la famiglia della bambina e la folla.
Una guarigione da una visione della morte catastrofica e definitiva. Gesรน, invece, fornisce una lettura completamente diversa riguardo alla morte.
Non come evento definitivo ma come passaggio.
Vedo in quella bambina lโimmagine dellโanima che porto in me. Anima in senso teologico, ma anche psicologico. Lโanima รจ la parte piรน profonda, delicata e autentica che porto in me.
E che, spesso, mortifico.
Distrazione, negligenza, scoraggiamento, peccato, la portano alla soglia della morte.
Allora, proprio allora, Gesรน mi prende per mano e mi intima:
Talithร kum!
Conferenze di Paolo: 3 luglio 2024 ore 21,15: Della speranza che รจ in voi (1Pt 3,15), Duomo di Lignano Sabbiadoro (UD) – 6 luglio 2024 ore 20.45: Genitori e figli, una relazione da custodire, piazza Torino, Jesolo (VE)
Io ci sono e sono con voi. Ogni giorno alle 20 (Alle 21 la domenica) sui miei canali Facebook e Youtube non mancate la piccola lectio #FTC per far crescere la fede e la speranza.
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