Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 1 Marzo 2024

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Ecco la mirabile e feconda storia dell’amore di Dio per la sua vigna, il popolo di Israele, la Chiesa, l’umanitร  tutta, il Regno che il Signore ha edificato con tutto ciรฒ che noi, frettolosamente, tendiamo a rifiutare.

Fa tutto il necessario perchรฉ non vi manchi nulla, dopo di che ce la consegna e se ne va, lasciandoci piena libertร  nel gestirla; l’unica cosa che domanda รจ la sua parte di raccolto, e a pensarci bene dare amore e chiedere amore in cambio non รจ una pretesa ingiusta o esagerata.

A quella sequenza di gesti di bontร  come piantare, circondare, scavare, costruire, si oppone un crescendo di incomprensibile ostilitร  fatta di percosse, lapidazioni e uccisioni dei profeti di turno inviati dal padrone che non si arresta nemmeno di fronte al Figlio. Ecco l’amore che non si arrende, ecco la scandalosa follia di un amore sovrabbondante sino al punto di mettere a rischio il proprio figlio, prefigurazione dell’imminente passione di Gesรน: โ€œDa ultimo mandรฒ loro il proprio figlio, avranno sicuramente riguardoโ€.

Gesรน, il Figlio dell’uomo disprezzato e ucciso fuori le mura รจ la pietra scartata che diventa testata d’angolo di una nuova visione di salvezza, una vendemmia abbondante di giustizia, di pace, di tenerezza, di cura di sรฉ e del creato. Nella costruzione della nostra vita siamo spesso tentati di scartare Dio proprio come una pietra, la pietra d’angolo, una pietra a โ€œelleโ€ apparentemente inutile ma che diventa essenziale nel momento in cui vogliamo unire due muri perpendicolari.

Gesรน รจ la โ€œtestata d’angoloโ€ della nostra vita se incominciamo ad aprirci all’idea di divenire โ€œaltroโ€, che c’รจ un altro โ€œmuroโ€ da unire. Se incominciamo a pensarci come persone in cammino, uomini in divenire, allora comprendiamo quanto รจ rivoluzionario l’invito di un Dio che si fa uomo. Davanti a Dio non c’รจ spreco, il Suo sguardo illumina ciรฒ che non ha piรน valore agli occhi del mondo, Dio trasforma i nostri pesi in colonne portanti, le nostre ferite in varchi di speranza.

โ€œUdite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loroโ€, di noi.

Per riflettere

In questi giorni di Quaresima sta a noi decidere se rimanere prigionieri di una cultura dello scarto, che rischia di impoverire la nostra vita, oppure avventurarci nello spazio di una condivisione sempre possibile. Anzitutto quella con la nostra povertร , luogo per eccellenza dove possiamo tornare a ricevere ciรฒ che, per orgoglio e per invidia, abbiamo scartato e che la Misericordia del Signore ci restituisce.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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