Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 Febbraio 2024

Commento al brano del Vangelo di: Lc 6, 36-38

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Stiamo attraversando il deserto per riprendere in mano la nostra vita, per fare il punto nave della navigazione, per capire dove stiamo andando. Non per capire cosa stiamo facendo, quali sono i risultati dei nostri sforzi, ma per definire la direzione in cui ci stiamo muovendo.

Per arrivare a vedere la bellezza di Dio sul Tabor. Allora mi interrogo: come ho imbastito la mia vita? Dove sto andando? Cosa รจ essenziale nelle mie scelte? Gesรน ci provoca: impara da Dio a diventare misericordioso, tanto hai ricevuto, prova a donare quanto hai accolto.

Matteo aveva concluso il suo discorso della montagna chiedendo ai discepoli di essere perfetti come รจ perfetto il Padre nostro che รจ nei cieli e Luca, riprendendo quel discorso, un po’ lo corregge, ricordando a tutti che la perfezione di Dio รจ la misericordia.

Non siamo chiamati, cioรจ, a diventare degli insopportabili saputelli che puntano il ditino (santo e odoroso di incenso) contro le azioni degli altri (con grande umiltร  ovviamente), ma a imparare piuttosto, da Dio, ad essere compassionevoli, misericordiosi, magnanimi, capaci cioรจ di allargare la nostra tenda per ospitare altre persone, di astenerci dal giudizio per vedere con il cuore, di essere come Dio, che vede in ogni seme giร  un frutto maturo.

Cosรฌ siamo chiamati ad avere misericordia, termine che indica l’incontro fra la miseria e il cuore, la nostra miseria e il cuore di Dio, che รจ la capacitร  di guardare la fragilitร , che tutti inevitabilmente ci contraddistingue, con il cuore largo di Dio, con il suo sguardo sorridente e compassionevole, Dio che sa chi siamo in profonditร , (lโ€˜unico che lo sa) piรน di quanto lo sappiamo noi stessi.

Che bello vivere in un mondo, in una Chiesa, in cui le persone – sul serio! – vivono la misericordia e la compassione, che non รจ pietismo, buonismo, che non รจ arrendevolezza, ma la capacitร  faticosa e virile di andare oltre l’apparenza per vedere, come Dio, quello che possiamo diventare.

Siamo misericordiosi oggi con noi e con gli altri, imitando cosรฌ il Dio di Gesรน che รจ diventato il nostro Dio.

FONTE: Amen โ€“ La Parola che salvaIl blog di Paolo

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