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don Francesco Pedrazzi – Commento al Vangelo di domenica 17 Dicembre 2023

Gioire nel Signore

Tante possono essere le cause della gioia e, come ha insegnato in modo magistrale sant’Ignazio di Loyola, ci sono gioie e gioie

Ci sono le gioie del mondo, che vanno per la maggiore nel nostre tempo: effervescenti, esplosive, intense, ma che poi si rivelano fatue e fallaci, svaniscono in poco tempo, come fuochi d’artificio, e lasciano il cuore vuoto e insoddisfatto.

Ci sono, poi, le gioie che vengono “dall’alto”: semplici, pure, piccole, miti, discrete… ma bellissime! Entrano nel cuore dolcemente ma poi vi rimangono a lungo, perdurano, anche quando la vita è attanagliata da mille problemi… Come case sulla roccia, che non crollano quando soffiano i venti e straripano i fiumi. Non possono crollare perché sono fondate su una Roccia indistruttibile che è l’amore di Dio, che spinge ad amare i fratelli con umiltà e gratuità.

Il profeta Isaia, perciò, esclama (prima lettura): «Io gioisco pienamente nel Signore!». Le gioie mondane non sono mai gioie piene …per non parlare di quelle “gioie taroccate” che si sperimentano quando si trasgredisce la legge di Dio: sono in realtà, a breve o lungo termine, causa di tristezza, angoscia e depressione

Anche la Madre di Gesù nel suo meraviglioso cantico, che prende il posto del Salmo responsoriale, esclama: «Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore!».

Gioire “nel Signore” è credere che Gesù è venuto per renderci felici: egli è venuto perché la «sua gioia sia in noi e la vostra gioia sia piena» (cfr. Gv 15,11).

Gioire “nel Signore” è decidersi per dare spazio a Dio nelle nostre giornate e settimane, dando un primato alla preghiera, alla meditazione e alla santa Messa… È fare l’esperienza di una gioia permanente, donata, come “un bellissimo abitodi cui il Signore ci riveste (cfr. Is 61,10): l’abito del suo amore fedele e incondizionato.

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