Le donne, al tempo di Gesรน, e non solo in Israele, dovevano figliare e occuparsi della casa, punto. Non potevano parlare liberamente, non potevano esprimersi in pubblico se non interrogate, non necessitava la loro presenza per avere il numero minimo per la preghiera liturgica. Quale scandalo, allora, doveva rappresentare il fatto che nel nutrito gruppo dei discepoli di Gesรน figurassero delle donne!
E che alcune, fra queste, contribuivano con la loro intelligenza e la loro capacitร all’annuncio! E Luca, al solito, assesta un altro colpo al soffocante mondo religioso intriso di maschilismo: nella casa di Betania, rifugio del cuore per il profeta di Nazareth, protagoniste sono due donne, assente Lazzaro, il maschio di casa, che avrebbe dovuto fare gli onori di casa.
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E Maria seduta ai piedi del Maestro rompe un ultimo, pervicace tabรน: le donne possono sedersi ad ascoltare i rabbini, privilegio fino ad allora riservato ai maschi. Spiegare la Torร ad una donna รจ tempo perso chiosavano sprezzanti i maestri di Israele. Non cosรฌ il rabbino Gesรน che volentieri insegna le vie di Dio alle donne.
Marta e Maria rappresentano le due dimensioni essenziali al nostro cammino di fede: l’ascolto e l’azione. Non esiste una vita di preghiera che non diventi servizio ai fratelli. ร ambigua una azione che non attinga alla meditazione e alla contemplazione di Cristo. Lungo i secoli questo brano รจ stato interpretato malamente mettendo in contrapposizione i due atteggiamenti, sottolineando una presunta superioritร della contemplazione sull’azione.
A me sembra che entrambe siano necessarie alla vita del discepolo. Sono piuttosto convinto che Gesรน dopo aver amabilmente rimproverato Marta si sia alzato con Maria per andare ad aiutarla. Facciamo della nostra vita una Betania in cui Gesรน possa rifugiarsi e parlare al nostro cuore. La nostra preghiera quotidiana comprenda sempre un momento di servizio. E se facciamo volontariato, sia sempre nutrito dall’unione intima con Cristo.
FONTE: Amen โ La Parola che salva
