รย perlomenoย singolare questa Tua scelta, Signore,ย di parlarci del perdono raccontando di un re, di debiti, di prigioni e pazienza. Un bel video di qualche anno fa, pensato per la catechesi dei nostri ragazzi, paragonava il perdono a chi innaffia una piantina sul balcone. La mostrava quasi secca sul punto di morire di sete.
Che bella immagine: da una parte il male che รจ autodistruttivo, ci porta a seccarci dentro come i miei gerani sul balcone, mangiati dentro da un vermicello vigliacco. Dallโaltra la generositร di chi versa acqua, dona amore nel cuore del fratello. Con lโidea che chi ci rimette veramente non รจ quello che subisce il male, ma chi lo fa, perchรฉ sta rinunciando alla propria umanitร .
Non per sminuire il dolore di chi soffre, certo. Ma capiamo che รจ in parte vero. Lโimmagine della piantina quasi secca la useremo ancora. Tu invece preferisci costruire una parabola in cui ci sono piรน personaggi: il primo รจ un re che, carta e penna alla mano, decide di mettersi a fare due conti con i suoi servi. Scopre che uno gli deve diecimila talenti. Bazzecole. Sono circa trecento tonnellate di argento, al cambio attuale una ventina di milioni di euro… Ma che, scherziamo? E non te nโeri accorto prima?
Chi รจ quello sconsiderato che fa un debito cosรฌ grande? Vogliamo proprio vedere come farร quel servo a ridarteli indietro. Vendere lui e la famiglia come schiavi non ripianerร il debito neanche alla lontana. Dopodichรฉ scopriamo che questo re รจ anche un poโ rincitrullito: bastano due lacrime e condona tutto. Ma dai… La prossima volta ci vado io a chiederglieli in prestito tutti quei talenti di argento. Il servo fortunello a questo punto diventa protagonista del tentativo di strozzare il collega che gli deve cento giornate lavorative.
Diciamo ottomila euro, esagerando. Come va a finire lo sappiamo. Di mezzo ci sta la meraviglia per la ricchezza e la generositร del re. Allo stesso modo il disgusto per la grettezza del servo irriconoscente e avaro. Ma quello che spicca รจ che il perdono che racconti Tu รจ qualcosa che si fa assieme, ricevendo e donando. Qualcosa di cui siamo responsabili, sia quando apriamo un debito e quindi danneggiamo lโaltro, sia quando siamo chiamati ad avere pietร di chi ha danneggiato noi. ร un processo che richiede un cambiamento da entrambe le parti.
Che necessita di una preghiera da chi รจ in debito e di un cuore capace di commuoversi da parte di chi รจ ricco. Non si puรฒ perdonare dallโalto delle propria generosa grandezza. Non serve. Abbiamo bisogno prima di fare i conti con la nostra colpa, dobbiamo trovare il coraggio di cercare e proporre una via dโuscita. Poi, proprio perchรฉ il perdono รจ un โdono-perโ, un dono moltiplicato, puรฒ essere che la soluzione sia che quello che mi hai portato via io in realtร te lo dono. Tu hai fatto cosรฌ.
Se siamo in comunione con Te, รจ solo questione di tempo, anche noi prima o poi faremo lo stesso. Speriamo prima, abbiamo solo da guadagnarci tutti.
don Claudio Bolognesi



