A Nazareth la folla รจ rimasta scandalizzata da Gesรน. Non per le sue parole ma perchรฉ รจ lui, il figlio del falegname, a proclamarle. Ma chi si crede di essere? A Cafarnao, invece, povero paese di pescatori diventato importante villaggio di confine, la folla rimane sbalordita dal suo insegnamento autorevole.
Quella parola che a Nazareth diventa occasione di polemica, qui รจ occasione di timore reverenziale, di sbalordimento ammirato. ร un insegnamento che viene riconosciuto autorevole perchรฉ libera da ogni tenebra e senza fare del male. La stessa Parola la possiamo respingere, allontanare, farla diventare strumento di divisione e di polemica oppure accoglierla come Parola liberante e autorevole.
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ร il nostro cuore che ne attiva l’efficacia o la smorza, che la lascia fiorire o appassire, che la rende inutile o capace di convertire il nostro cuore. Per accogliere la potenza liberatrice della Parola dobbiamo prima allontanare la tenebra che talora ci abita e offusca il nostro giudizio. La guarigione dell’indemoniato nella sinagoga, primo miracolo certificato in Marco, apre una inquietante prospettiva.
Possiamo frequentare la liturgia, possiamo anche sapere chi รจ Gesรน, ma questa fede รจ inutile, diabolica, cioรจ divisiva se non cambia la vita. Per il devoto indemoniato Dio รจ la rovina degli uomini non un prezioso alleato alla nostra felicitร . Temo che se potessimo leggere i pensieri di quanti frequentano le nostre assemblee ritroveremmo in molti la stessa idea: Dio probabilmente c’รจ, meglio tenerlo buono, non si sa maiโฆ Questa visione piccina e soffocante di Dio ci impedisce di farne esperienza gioiosa e di convertire i nostri cuori.
La parola, come una goccia sulla pietra, se accolta con onestร e senza pregiudizi puรฒ davvero scardinare le nostre piccole certezze su Dio. Ma questo passo lo possiamo fare solo noi perchรฉ sempre Dio rispetta la nostra libertร e mai forza le nostre decisioni.
FONTE: Amen โ La Parola che salva
โ๏ธย Commento al brano del Vangelo di:ย ย โย Lc 4,31-37
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