p. Fernando Armellini – Commento al Vangelo del 10 Settembre 2023

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Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 10 settembre 2023.
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Come aiutare Dio a ritrovare il suo tesoro

In modo subdolo, quasi impercettibile, come lโ€™insinuarsi di un serpente fra le fessure di una roccia, si fa strada anche fra i cristiani la mentalitร  di questo mondo che valuta le persone in base al successo che ottengono, alle doti che hanno, alla ricchezza che accumulano. I geni, gli atleti, le personalitร  eminenti, chiunque dimostra di possedere attitudini particolari รจ ricercato e ammirato; i deboli, i poveri, gli incapaci, i portatori di handicap appaiono a molti โ€“ anche se difficilemente lo si ammette โ€“ quasi un bagaglio ingombrante.

La comunitร  che si gloria dei suoi โ€œeroiโ€ e prova unโ€™inconfessata ripulsa per i peccatori che considera zavorra, rami secchi, un โ€œdisonoreโ€ per tutta la famiglia, mostra di aver assimilato i criteri di questo mondo, non quelli di Dio che si innamora degli ultimi, di coloro che non contano. Egli ha dichiarato il suo amore al piรน insignificante dei popoli, Israele, cosรฌ: โ€œTu sei prezioso ai miei occhi, sei degno di stima e io ti amoโ€ (Is 43,4).

Identica รจ la prospettiva di Gesรน: al centro delle attenzioni della sua comunitร  ha posto โ€œi piccoliโ€. Sono loro il tesoro di Dio, la perla preziosa per cui vale la pena di perlustrare ogni angolo del mondo, il gioiello che riempie di gioia incontenibile chi lo trova (Mt 13,44-46). Dicevano i rabbini: โ€œIl Signore gioisce per la risurrezione dei giusti e per la rovina degli empiโ€. Il Dio di Gesรน invece fa piรน festa per un peccatore che ritorna che per novantanove giusti (Mt 18,13).

Solo se abbiamo compreso i gusti di Dio che โ€œha scelto i poveriโ€ (Gc 2,5) e volge il suo sguardo sullโ€™umile (Is 66,2), siamo nella disposizione giusta per cogliere il messaggio delle letture di oggi.

Per interiorizzare il messaggio, ripeteremo:
โ€œSperimenta la gioia di Dio chi riporta alla vita un fratelloโ€

Prima Lettura (Ez 33,7-9)

7ย O figlio dellโ€™uomo, io ti ho costituito sentinella per gli israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia.ย 8ย Se io dico allโ€™empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier lโ€™empio dalla sua condotta, egli, lโ€™empio, morirร  per la sua iniquitร ; ma della sua morte chiederรฒ conto a te.
9ย Ma se tu avrai ammonito lโ€™empio della sua condotta perchรฉ si converta ed egli non si converte, egli morirร  per la sua iniquitร . Tu invece sarai salvo.

โ€œForse che io ho piacere della morte del malvagio โ€“ dice il Signore Dio โ€“ o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?โ€ (Ez 18,23). La preoccupazione del Signore รจ che lโ€™uomo scelga cammini di morte; per questo costituisce Ezechiele come sentinella e lo incarica di vigilare (v. 7). Contro chi? โ€“ ci chiediamo โ€“ Chi รจ il nemico che si sta avvicinando e minaccia di annientare Israele?

Per quanto possa sembrare strano, รจ il Signore il quale sta per colpire il suo popolo con la piรน grave delle sventure: la distruzione della cittร  di Gerusalemme e la deportazione in terra straniera dei suoi cittadini.

Che deve fare Ezechiele? Deve comportarsi come le sentinelle che suonano la tromba, danno lโ€™allarme in modo che tutti possano mettersi in salvo.

Lโ€™immagine della venuta del Signore per punire il popolo ricorre spesso nella Bibbia; quasi ad ogni precetto รจ aggiunta una promessa di bene per chi lo osserva e la minaccia del castigo per i trasgressori (Dt 28). In realtร  non รจ Dio che punisce, รจ il peccato che porta lโ€™uomo alla perdizione. Il Signore vuole salvare; chi si allontana dal cammino della vita da lui tracciato decreta la propria morte.

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Nel brano di oggi vengono evidenziate in modo drammatico la passione e la premura del Signore per lโ€™uomo. Gli sta tanto a cuore la salvezza del suo popolo, che minaccia di morte Ezechiele se non allerterร  gli israeliti e non li metterร  in guardia dal pericolo che corrono: stanno facendo scelte che li porteranno alla rovina.

Il profeta รจ un uomo con una spiccata sensibilitร  spirituale. รˆ il primo che intuisce le vie del Signore, รจ colui che sa immediatamente valutare se le decisioni degli uomini sono conformi o difformi dal pensiero di Dio. Per questo รจ suo dovere intervenire, parlare con franchezza, ammonire chi corre il pericolo di allontanarsi da Dio. Se non adempie questa missione, si rende responsabile della rovina dei suoi fratelli (v. 8), se invece riprende chi si sta comportando male, ma questi non ascolta, allora egli non รจ colpevole (v. 9).

Ogni cristiano รจ profeta, รจ sentinella, รจ quindi responsabile, in parte, della sorte dei suoi fratelli.

Seconda Lettura (Rm 13,8-10)

8ย Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perchรฉ chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.ย 9ย Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.ย 10ย Lโ€™amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge รจ lโ€™amore.

Nel capitolo 13 della Lettera ai romani Paolo tratta dei doveri del cittadino nei confronti delle autoritร  dello Stato. I cristiani si chiedevano fino a che punto dovesse giungere la loro fedeltร ? Che posizione assumere di fronte a istituzioni incompatibili con il vangelo di Cristo? Come comportarsi con un imperatore eccentrico come Nerone? Molti erano insoddisfatti del sistema politico vigente e fra coloro che pensavano ad una rivolta cโ€™era forse anche qualche cristiano.

Nei primi versetti del capitolo (vv. 1-7) lโ€™Apostolo raccomanda a tutti di non lasciarsi coinvolgere in avventure, di comportarsi da cittadini esemplari, rispettosi dei capi, delle leggi e dei beni dello Stato.

Nella seconda parte (vv. 8-10) โ€“ quella ripresa nella lettura di oggi โ€“ Paolo enuncia un principio generale che aiuta a risolvere non solo questo, ma qualunque problema morale.

Quando non si sa come comportarsi, quando si รจ incerti sulle scelte da farsi, bisogna fare riferimento al comandamento cui fa capo tutta la legge: โ€œAma il tuo prossimo come te stessoโ€ (v. 9). Tutti gli altri precetti derivano da questo, non sono altro che una sua specificazione. Chi cerca di fare sempre e solo del bene al fratello, certamente osserva tutti i comandamenti.

Se si tiene presente questo principio, รจ facile capire che tutte le leggi dello Stato, quando promuovono il bene comune, devono essere osservate e sarebbe un peccato violarle. Tuttavia, se una legge (dello Stato, della chiesa o di qualunque altra istituzione) รจ contraria a questo precetto, il cristiano non solo ha il diritto, ma il dovere di disobbedire.

Vangelo Mt 18, 15-20

15ย โ€œSe il tuo fratello commette una colpa, vaโ€™ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterร , avrai guadagnato il tuo fratello;ย 16ย se non ti ascolterร , prendi con te una o due persone, perchรฉ ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.ย 17ย Se poi non ascolterร  neppure costoro, dillo allโ€™assemblea; e se non ascolterร  neanche lโ€™assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.ย 18ย In veritร  vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarร  legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarร  sciolto anche in cielo.
19ย In veritร  vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che รจ nei cieli ve la concederร .ย 20ย Perchรฉ dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loroโ€.

Per non fraintendere il significato di questo brano รจ necessario collocarlo nel suo contesto. Tutto il capitolo da cui รจ tolto (Mt 18) tratta dei rapporti fra i membri della comunitร  cristiana: chi deve essere considerato il primo, chi รจ grande e chi รจ piccolo, come evitare gli scandali, quale atteggiamento assumere di fronte a chi si allontana dalla fede, come sviluppare lโ€™amore e favorire lโ€™armonia fra i discepoli, quante volte accordare il perdono.

Oggi siamo invitati a riflettere sulle indicazioni che Gesรน dร  per ricuperare chi ha sbagliato, chi si รจ smarrito. Per comprenderle bisogna leggerle alla luce della frase che le introduce e che, purtroppo, non รจ riportata nel vangelo di oggi: โ€œIl Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoliโ€ (v. 14). Tutto ciรฒ che viene raccomandato deve rispondere a questโ€™unico obiettivo: riportare alla vita chi ha fatto o sta facendo scelte di morte.

Tocca al pastore, certo, ritrovare la pecorella che si รจ allontanata, si รจ ferita e rischia di precipitare in burroni sempre piรน profondi e oscuri, ma ogni cristiano รจ pastore di suo fratello, nessuno puรฒ ripetere come Caino: โ€œSono forse io il guardiano di mio fratello?โ€ (Gn 4,9).

La legge dellโ€™amore obbliga ad impegnarsi per ricondurre il fratello sulla retta via; ma come procedere in una questione tanto delicata?

Cโ€™รจ un errore che va assolutamente evitato: spettegolare, diffondere la notizia dellโ€™errore commesso. Questa รจ diffamazione, serve solo a emarginare chi ha sbagliato, a umiliarlo, a intestardirlo sempre piรน nel male, a farlo inutilmente soffrire. Equivale a perdere per sempre lโ€™opportunitร  di recuperarlo.

Cโ€™รจ chi pensa che, per il fatto di aver detto la veritร , si puรฒ mettere il cuore in pace. Ma la veritร  non รจ il valore assoluto, รจ lโ€™amore il punto di riferimento. La veritร  puรฒ opporsi allโ€™amore, puรฒ distruggere la convivenza e i buoni rapporti, invece di favorirli. La diffamazione puรฒ annientare un uomo โ€“ โ€œUn colpo di lingua rompe le ossaโ€ (Sir 28,17) โ€“ puรฒ uccidere un fratello, rovinare una famiglia, spezzare un rapporto di coppia. Come negare che cโ€™รจ della saggezza nel detto popolare: โ€œMeglio una bugia ben detta che una veritร  inopportunaโ€?

La veritร  che non produce amore, ma che provoca turbamento, che genera dissensi, odi e rancori รจ menzogna. Non si puรฒ raccontare tutto ciรฒ che รจ vero o tutto ciรฒ che si sa. Non si deve, soprattutto, dire la veritร  a coloro che se ne vogliono servire per il male. La veritร  che uccide รจ diabolica, viene dal maligno che โ€œรจ stato omicida fin da principioโ€ฆ perchรฉ รจ menzognero e padre della menzognaโ€ (Gv 8,44).

Vediamo di capire cosa suggerisce Gesรน per โ€œdire la veritร โ€ ad un fratello che รจ in pericolo di perdersi. Il cammino da seguire contempla tre tappe.

La prima: si deve parlare personalmente al fratello, da uomo a uomo, faccia a faccia; tutto deve essere risolto in segreto, per evitare che qualcuno scopra ciรฒ che รจ accaduto.

Questo primo tentativo รจ il piรน delicato, anzitutto perchรฉ รจ impegnativo e decisamente sgradito; tutti preferiscono confidarsi con altri piuttosto che confrontarsi con lโ€™interessato. Poi non รจ facile trovare le parole giuste, si puรฒ sbagliare il modo di entrare in argomento, puรฒ sfuggire un aggettivo di troppo, basta un accenno fuori posto ed รจ tutto finito. Se il fratello rimane ferito, si chiude definitivamente e chi magari ha agito con la migliore delle intenzioni, oltre ad aver perso un amico, si sente anche responsabile della mancata conversione.

In questa situazione puรฒ essere dโ€™aiuto il pensiero che si trova nella seconda lettura di oggi: pensare di essere noi nella stessa situazione e tentare di immaginare cosa desidereremmo che gli altri facessero per noi.

Se questo primo tentativo non sortisce il risultato sperato, il secondo passo da fare รจ chiedere aiuto a uno o due fratelli sensibili e saggi della comunitร . Non va mai dimenticato lโ€™obiettivo: il ricupero del fratello. Non si deve mai dare lโ€™impressione che lo si voglia mettere alle strette o che si trovi di fronte a qualcuno che cerca il modo per condannarlo. Deve percepire che ha a che fare con amici che vogliono il suo bene e che sono pronti a testimoniare di fronte ai fratelli la sua buona disposizione.

Lโ€™ultima tappa รจ il ricorso alla comunitร . Questo puรฒ avvenire solo nei casi in cui il peccato commesso rischi di turbare tutti i fratelli, specialmente i piรน deboli nella fede. Se anche cosรฌ il colpevole non si vuole emendare, allora deve essere considerato โ€œcome un pagano e come un pubblicanoโ€.

Presa alla lettera, questa raccomandazione stona sulla bocca di Gesรน che ha appena ammonito i discepoli: โ€œGuardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli!โ€ (v. 10). Comโ€™รจ possibile che โ€œlโ€™amico dei pubblicani e dei peccatoriโ€ (Mt 11,19) pronunci un giudizio cosรฌ duro?

Se non la si intende nel modo giusto, la frase รจ strana anche nel vangelo di Matteo dove si rileva spesso che la chiesa non รจ composta solo da santi, ma anche da peccatori. รˆ un campo dove crescono grano e zizzania, รจ una rete che prende ogni tipo di pesci, รจ un banchetto cui sono invitati buoni e cattivi. Come si spiega che i peccatori impenitenti debbano essere scacciati dalla comunitร ?

Non mettiamo una frase di Gesรน in contraddizione con il resto del vangelo.

Un fatto รจ certo: la comunitร  non ha il diritto di espellere uno dei suoi membri che si comporta male, solo per il fatto che lo sente come un peso, come un elemento ingombrante. Il peccatore rimane sempre un suo figlio e nessuna madre si vergogna mai di un figlio. Tuttavia non si puรฒ negare che la Chiesa ha il diritto e perfino il dovere di pronunciare parole di denuncia o di condanna; Gesรน le ha conferito il potere di legare e di sciogliere e ha promesso di ratificare dal cielo le sue decisioni (v. 18).

Legare e sciogliere รจ unโ€™espressione ben nota. Era usata dai rabbini per indicare la loro autoritร  di dichiarare lecito o proibito un certo comportamento morale e di infliggere o revocare lโ€™esclusione dalla comunitร .

รˆ grande la responsabilitร  affidata alla chiesa: รจ chiamata a dichiarare in modo autentico quali pensieri, quali sentimenti, quali scelte sono conformi al vangelo e quali allontanano da Cristo. Non scaccia nessuno, non condanna, non punisce mai, aiuta soltanto a prendere coscienza della condizione in cui ognuno si colloca prendendo certe decisioni.

Nel compimento di questa delicata missione, la chiesa non dimenticherร  mai un altro severo detto del Signore: โ€œPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nellโ€™occhio del tuo fratello e non tโ€™accorgi della trave che รจ nel tuo? Togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dallโ€™occhio del tuo fratelloโ€ (Lc 6,41-42). Tuttavia รจ suo compito dichiarare in modo inequivocabile, dopo essersi confrontata con il vangelo, ciรฒ che colloca fuori dalla comunione con Cristo e con la comunitร .

Il modo di svolgere questo servizio puรฒ e deve cambiare: dipende dalla sensibilitร  e dalle concezioni pedagogiche che โ€“ come sappiamo โ€“ sono soggette a evoluzione lungo i secoli. Ci fu un tempo in cui si procedeva in modo piuttosto rigoroso: chi commetteva mancanze morali gravi veniva allontanato dalla comunitร  (1 Cor 5); si temeva che, ignorando o passando sotto silenzio un comportamento scandaloso, pubblico e a volte persino ostentato, si rischiasse di disorientare i membri piรน deboli. Cosรฌ pure, se qualcuno falsificava il vangelo, era pubblicamente ripreso: โ€œLโ€™eretico, dopo una o due ammonizioni, espelliloโ€ (Tt 3,10). La comunitร  non puรฒ certo tollerare che qualcuno, in nome di Cristo, predichi dottrine insane.

Oggi queste forme di scomunica non vengono piรน praticate. Le scelte pastorali sono diverse, ma lโ€™obiettivo rimane lo stesso: illuminare il fratello, aiutarlo a rendersi conto della sua condizione e indurlo ad emendarsi. โ€œSe qualcuno non obbedisce a quanto diciamo per lettera prendete nota di lui โ€“ raccomandava Paolo โ€“ e interrompete i rapporti, perchรฉ si vergogni; non trattatelo perรฒ come un nemico, ma ammonitelo come un fratello.โ€ (2 Ts 3,14-15). Per ottenere questo risultato deve risultare chiaro che le misure prese nei suoi confronti sono dettate soltanto dallโ€™amore, non dalla volontร  di โ€œsepararloโ€ da una comunitร  che si ritiene perfetta. Se si riesce a fargli prendere coscienza del fatto che non รจ piรน in piena comunione con i fratelli di fede, si puรฒ suscitare in lui una salutare nostalgia della casa del Padre e possono affiorare in lui il desiderio e il bisogno di ritornare.

I versetti conclusivi (vv. l9-20) sono un ultimo richiamo al valore attribuito da Gesรน allo โ€œstare insiemeโ€ e alla ricerca dellโ€™accordo fra i membri della comunitร . La concordia, lโ€™unitร  di intenti si manifestano nella presa di coscienza della presenza del Risorto in mezzo a loro e nella preghiera che con lui essi rivolgono al Padre. Solo chi รจ entrato in sintonia di pensieri e di sentimenti con Dio e con i fratelli puรฒ sentirsi sicuro di interpretare il pensiero del Signore quando โ€œlegaโ€ e quando โ€œscioglieโ€.

Per gentile concessione di Settimana News.