Sorelle Povere di Santa Chiara – Commento al Vangelo di domenica 3 Settembre 2023

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La via di Gesรน e del discepolo

Il Vangelo di questa domenica si colloca nello stesso luogo di quello di domenica scorsa: Cesarea di Filippo e presenta il cammino del โ€œCristo, il figlio del Dio viventeโ€ e del discepolo che lo segue. Eโ€™ come se il riconoscimento dellโ€™identitร  di Gesรน da parte di Pietro avesse portato alla luce la meta del cammino che attende Gesรน che ora anche i discepoli devono conoscere. Si tratta di un nuovo inizio sia per Gesรน che per coloro che lo seguono e questo รจ espresso da un piccolo elemento grammaticale. Lโ€™evangelista Matteo infatti apre questo vangelo dicendo: โ€œda allora Gesรน cominciรฒ a spiegare ai suoi discepoliโ€ฆโ€.

โ€œDa alloraโ€ indica che Gesรน inizia a fare una cosa che non aveva mai fatto fino ad ora. โ€œDa alloraโ€ รจ una espressione tecnica che inaugura una nuova sezione del vangelo. Era stata usata solo unโ€™altra volta in Mt 4,17, al principio dellโ€™attivitร  pubblica di Gesรน, quando Lui si stabilisce a โ€œCafarnao sulla riva del mare, nel territorio di Zabulon e di Neftaliโ€ (cfr. Mt 4,13), al nord della terra di Israele, in un territorio di frontiera, crocevia di popoli. Proprio qui Gesรน inizia il suo ministero chiamando alla sua sequela un piccolo gruppo di discepoli: โ€œDa allora Gesรน cominciรฒ a predicare e a dire: “Convertiteviโ€ฆโ€ (Mt 4,17).

Ora Gesรน inizia a dare direzione precisa alla sequela di quei discepoli, indicando la meta che li attende. Il vangelo di oggi infatti ci mostra lโ€™approdo del cammino di Gesรน e la via che Lui stesso, il Cristo di Dio, deve percorrere. Un cammino che anche il suo discepolo รจ chiamato a percorrere, con Lui e come Lui.

Qui, in questo โ€œluogoโ€, Gesรน comincia a mostrare ai suoi discepoli che la Sua via ha un orientamento necessario: โ€œdoveva andare a Gerusalemmeโ€. โ€œDovevaโ€ perchรฉ questa era la via scelta da Dio per mostrare chi รจ il Suo Cristo, come รจ anche testimoniato dalle Scritture.

Questa โ€œdivina necessitร โ€ (dei) รจ estremamente esigente e Gesรน la esprime con quattro verbi, due in forma attiva e due in forma passiva:

  • andare a Gerusalemme
  • patire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi
  • venire ucciso
  • risorgere il terzo giorno.

Cosรฌ lโ€™evangelista Matteo sintetizza in unโ€™unica frase tutto il percorso del Cristo che, passando per la passione e la morte a Gerusalemme, lo porterร  a risorgere. In questo primo dei tre annunci della passione, morte e resurrezione, notiamo che Gesรน presenta ciรฒ che lo attende come una realtร  โ€œaccoltaโ€. Infatti, anche la forma dei verbi utilizzata per esprimerla, mette in evidenza la sua partecipazione โ€œattivaโ€ al Suo destino messianico.

Deve โ€œandareโ€: non vi รจ semplicemente condotto o costretto dalle circostanze. โ€œAndareโ€ รจ la forma della sua adesione alla volontร  di Dio (potremmo dire che รจ la forma della โ€œsequelaโ€ della volontร  di Dio da parte di Gesรน!) iniziata molto tempo prima.

Deve โ€œpatireโ€: anche se la sofferenza si subisce, qui il verbo รจ alla forma attiva. Eโ€™ un dolore che Gesรน vive โ€œattivamenteโ€, liberamente, proprio perchรฉ mosso dallโ€™amore. Lโ€™amare implica sempre una forma di โ€œpassioneโ€ (non per niente i termini che usiamo per esprimere la โ€œpassioneโ€ dellโ€™amore e il โ€œpatireโ€ hanno la medesima radice).

Deve โ€œessere uccisoโ€: questo รจ il punto piรน tenebroso della Sua sorte, ed รจ espresso da un verbo in forma passiva. La morte violenta รจ subita come unica forza estranea a Dio e al Suo Cristo, che si abbatte su di Lui, ma che Egli non fugge.

Deve โ€œrisorgereโ€. Ecco lโ€™approdo del Suo itinerario che passa per la morte subita: la vita restituita! Sรฌ, perchรฉ anche qui troviamo un verbo in forma passiva: Gesรน viene โ€œfatto risorgereโ€ dal Padre. La vita risorta รจ un dono che sempre si riceve e mai si ottiene con le proprie forze. Eโ€™ il dono di Dio a chi ha โ€œattivamenteโ€ abbracciato la โ€œdivina necessitร โ€ di tutto il percorso precedente (viaggio a Gerusalemme, passione, morte).

Tutta questa frase, con i suoi quattro verbi retti dal โ€œdeiโ€ sembra insistere sul destino di sofferenza del Cristo, ma Matteo la costruisce in modo tale che lโ€™ultima parola non sia la morte, ma la resurrezione: โ€œdoveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e il terzo giorno risorgereโ€.

Il sapiente narratore Matteo infatti ha posto al termine della frase lโ€™elemento decisivo e inaspettato di questo percorso: โ€œdovevaโ€ฆ risorgereโ€! Sรฌ, โ€œdovevaโ€ฆ risorgereโ€: questo รจ il senso del cammino di Gesรน, il Cristo!

Non dimentichiamoci quindi che la vita risorta รจ lโ€™ultimo approdo di Gesรนโ€ฆ e quindi anche del discepolo che รจ chiamato a seguire le sue orme: โ€œSe qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perchรฉโ€ฆ chi perderร  la propria vita per causa mia, la troverร โ€. Lโ€™approdo per chi cammina โ€œdietroโ€ Gesรน Cristo รจ la vita โ€œtrovataโ€. Le condizioni che la sequela implica (rinnegare se stesso e prendere la propria croce) sono la via per la quale si trova la vita, quella di Gesรน.

Ora, dalla reazione di Pietro alle parole di Gesรน sulla Sua prossima sorte, notiamo che Pietro si รจ fermato ai primi tre elementi dellโ€™affermazione di Gesรน (andare a Gerusalemme, luogo dove muoiono i profeti, patire da parte dei maggiori rappresentanti del popolo, venire ucciso). Il primo dei discepoli si รจ bloccato, come noi stessi spesso facciamo, di fronte al destino sofferente del Messia. E proprio per questo cerca di โ€œprenderlo da parteโ€ (letteralmente โ€œdistoglierlo, tirandolo a sรฉโ€) e di โ€œrimproverarloโ€ invocando una volontร  diversa di Dio su di Lui (โ€œDio non vogliaโ€). Ma ecco che Gesรน prende per la prima volta direttamente la parola nel vangelo di oggi: โ€œvaโ€™ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo perchรฉ non pensi secondo Dio, ma secondo gli uominiโ€ (Mt 16,23).

Gesรน gli si rivolge in maniera diametralmente opposta rispetto a quello che aveva appena fatto: โ€œBeato sei tu, Simone, figlio di Giona, perchรฉ nรฉ carne nรฉ sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che รจ nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherรฒ la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essaโ€ (Mt 16,17-18).

Gesรน lo aveva dichiarato โ€œbeatoโ€; e ora lo chiama โ€œsatanaโ€.

Gesรน lo aveva lodato perchรฉ aveva accolto โ€œdal Padreโ€ la rivelazione della Sua identitร ; e ora gli fa notare che โ€œnon pensa secondo Dio, ma secondo gli uominiโ€.

Gesรน lo aveva costituito โ€œpietraโ€ sulla quale avrebbe edificato la chiesa e ora gli dice di essere per lui โ€œpietra dโ€™inciampoโ€ (โ€œscandaloโ€). Il contrasto non potrebbe essere piรน forte.

Pietro รจ il discepolo che porta dentro di sรฉ tutte le contraddizioni di ogni nostro cammino di fede, fatto di slanci e adesioni e di resistenze e inversioni di marciaโ€ฆ Ma cosa รจ cambiato in Pietro perchรฉ Gesรน gli si rivolga in questo modo? Ciรฒ che fa la differenza fra i due episodi รจ la โ€œposizioneโ€ che assume Pietro in rapporto a Gesรน.

Nel Vangelo di oggi Pietro ha smesso di essere discepolo di Gesรน (colui che cammina โ€œdietroโ€), e presume di indicarGli unโ€™altra strada, cioรจ si frappone fra Gesรน e la volontร  di Dio che gli sta davanti. Lโ€™essere discepoli รจ questione di dove ci mettiamo: dietro a Lui o davanti a Lui? Gesรน rimette Pietro al suo posto, โ€œdietroโ€ di Lui. Lo chiama nuovamente alla sua sequela (โ€œva dietro a meโ€ Mt 16,23) come allโ€™inizio lo aveva chiamato a seguirlo (โ€œvieni dietro a meโ€, cfr. Mt 4,19). Da questa โ€œposizioneโ€ Pietro potrร  lentamente vedere cosa significhi per Gesรน essere il Cristo di Dio, per entrare con Lui nella Sua consegna di sรฉ a Gerusalemme, abbracciando la Sua passione, la Sua morte fino ad accogliere la Sua resurrezione. E Pietro lo potrร  fare solo riconoscendo che questo cammino di โ€œpassioneโ€ che il suo maestro sta vivendo รจ determinato dallโ€™amore.

Qui ci viene in aiuto la prima lettura di oggi che, come ben sappiamo, illumina la lettura del vangelo offrendocene la chiave di lettura. La liturgia non ci presenta la figura del profeta Geremia rifiutato e schernito dai capi del popolo, a sottolineare la sorte drammatica e sofferente del profeta che Dio ha scelto (come ad illuminare il destino di Gesรน come profeta rifiutato da Israele). La liturgia invece ci offre oggi un passo del libro di Geremia in cui il profeta si โ€œlamentaโ€ con Dio del modo violento con cui il Signore ha fatto irruzione nella vita del giovane profeta, legandolo indissolubilmente a Sรฉ. Geremia โ€œsolleva il veloโ€ e ci mostra il volto di un Dio seduttore, il cui amore fa letteralmente violenza a colui che sceglie spingendolo su vie inedite e sconosciute.

Il profeta quindi รจ โ€œcostrettoโ€ a portare a compimento la sua missione perchรฉ un amore ardente lo spinge da dentro, come forza misteriosa e incontenibile che mai lo abbandona: โ€œnel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevoโ€ (Ger 20,9). Quellโ€™amore ardente che preme da dentro il profeta Geremia รจ nella vita di Gesรน la forza che lo spinge a dirigersi decisamente verso Gerusalemme, verso il compimento della sua missioneโ€ฆ Ed รจ lo stesso amore che ora Dio ha โ€œriversato nei nostri cuoriโ€ (cfr. Rm 5,5) e che ci chiama a seguire Gesรน sulla sua Via. Riconoscere questo amore ci dona fin dโ€™ora di โ€œtrovare la vitaโ€ lร  dove ci sembrava di averla persa. Perchรฉ vivere significa amare โ€œfino alla fineโ€ (Gv 13,1).

Commento a cura delle Clarisse di S. Gata Feltria