don Lucio D’Abbraccio – Commento al Vangelo del 12 Marzo 2023

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Signore, dammi questโ€™acqua!

In questa pericope evangelica abbiamo ascoltato che ยซGesรน giunse a una cittร  della Samaria chiamata Sicarยป. Gesรน arriva in questa cittร  nellโ€™ora piรน calda del giorno ยซera circa mezzogiornoยป e, ยซaffaticato per il viaggioยป, si siede presso il pozzo di Giacobbe. Lโ€™evangelista annota che presso il pozzo giunge anche ยซuna donna samaritana ad attingere acquaยป. Questa donna, a causa del suo comportamento immorale pubblicamente riconosciuto, รจ costretta a uscire per strada a questโ€™ora per non imbattersi in quanti la disprezzano. Giovanni sottolinea che il Signore parla per primo alla donna peccatrice: non ha orrore di lei, non la disprezza e, rompendo il silenzio e facendosi mendicante presso di lei le dice: ยซDammi da bereยป. La donna, stupita da tale richiesta, risponde: ยซCome mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?ยป.

Questa risposta, ostile o perlomeno diffidente, non scoraggia il Signore. Lโ€™evangelista, infatti, prosegue scrivendo che Gesรน le risponde: ยซSe tu conoscessi il dono di Dio e chi รจ colui che ti dice: โ€œDammi da bere!โ€, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua vivaยป. Il Messia vuol farle capire che la sete delle cose di quaggiรน non ci darร  mai la felicitร  perchรฉ essa non potrร  mai bastare a riempire lโ€™ampiezza del cuore umano: ยซChiunque beve di questโ€™acqua avrร  di nuovo seteยป. Esiste, dunque, unโ€™altra acqua, unโ€™altra felicitร : piรน piena, piรน vera, piรน autentica. Gesรน, infatti, proseguendo il discorso, promette una gioia inedita: ยซchi berrร  dellโ€™acqua che io gli darรฒ, non avrร  piรน sete in eterno. Anzi, lโ€™acqua che io gli darรฒ diventerร  in lui una sorgente dโ€™acqua che zampilla per la vita eternaยป. Ebbene sรฌ, dissetarsi con lโ€™acqua donata da Gesรน significa scoprire in sรฉ una fonte inesauribile, perchรฉ quellโ€™acqua รจ la lo Spirito Santo effuso da Gesรน nei nostri cuori!

A questo punto la domanda che Gesรน aveva fatto alla donna diviene domanda della donna a Gesรน: ยซSignore, dammi questโ€™acquaยป. Di fronte a questa richiesta Gesรน le dice: ยซVaโ€™ a chiamare tuo marito e ritorna quiยป. Gesรน sapeva benissimo che la donna viveva una situazione anomala: ยซhai avuto cinque mariti e quello che hai ora non รจ tuo maritoยป, avrebbe potuto umiliarla, avrebbe potuto buttarle in faccia i suoi peccati, ma non lo fa. La porta invece a capire la sua situazione: le fa toccare con mano il fallimento della sua vita. Egli vuole liberarla: Egli desidera regalarle la felicitร  vera.

La donna, attraverso il racconto fattole da Gesรน, scopre che egli รจ un profeta, e gli chiede dovโ€™รจ possibile adorare il Dio vivente: a Gerusalemme o sul Garizim? Ed ecco il grande annuncio: ยซCredimi, donna, viene lโ€™ora in cui nรฉ su questo monte nรฉ a Gerusalemme adorerete il Padre [โ€ฆ] Ma viene lโ€™ora in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e veritร ยป, cioรจ nello Spirito Santo e in Gesรน Cristo che รจ la veritร : il luogo del culto non รจ piรน un tempio di pietre ma la nostra persona, corpo di Cristo (cf 2Cor 13, 5) e tempio dello Spirito (cf 1Cor 6, 19)!

Sentendosi accolta, la donna confessa la propria sete profonda dicendo: ยซSo che deve venire il Messia, chiamato Cristoยป. A questa domanda segue la risposta di Gesรน che le dice: ยซSono io, che parlo con teยป.

Questa donna, dopo lโ€™incontro con Gesรน รจ trasformata, ha riconosciuto la sua miseria e la sua fragilitร  e non puรฒ fare a meno di comunicare ai suoi concittadini la sua scoperta: ยซVenite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?ยป. La samaritana trova nel Messia la sua pace, la risposta ai suoi problemi esistenziali piรน profondi. Anche a noi il Signore offre questโ€™acqua che disseta, il suo Spirito che ci rende liberi, ci fa figli, ci dร  una dignitร  e una libertร  che dobbiamo accogliere e conservare con tanta cura.

Il Signore che chiede da bere alla samaritana continua ad avere sete della nostra risposta, della nostra fede, del nostro amore. Sulla croce egli grida: ยซHo seteยป (cf Gv 19, 28). Dal suo costato trafitto, simboleggiato dalla roccia da cui scaturรฌ acqua per gli ebrei nel deserto, escono sangue e acqua, dono definitivo del Signore per la nostra salvezza.

Ebbene, ricordiamoci che Gesรน รจ seduto sullโ€™orlo del pozzo, cioรจ accanto alle nostre situazioni. Egli ci ricorda che esiste unโ€™acqua viva, che รจ dono di Dio e ci invita a seguirlo. Senza paure, senza esitazioni, seguiamo il Signore e non avremo piรน sete, perchรฉ Dio non รจ una goccia di gioia ma lโ€™oceano infinito della gioia: la gioia, infatti, abita in Dio e soltanto in Dio!

ยซChiunque tu sia Dio ti vede, individualmente. Egli ti chiama per nome. Ti vede e ti comprende come realmente ti ha fatto. Ti conosce internamente, conosce i tuoi sentimenti, i piรน riposti pensieri, conosce le tue inclinazioni, le tue preferenze, le tue forze e le tue debolezze. Ascolta la tua voce e i battiti del tuo cuore. Sente anche il tuo respiro. Tu non potresti amare te stesso, quanto lui ti amaยป (San J. H. Newman). Amen!

Fonte

Don Lucio D’Abbraccio

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