Un monaco per l’Europa.

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Guglielmo da Volpiano fondatore di Fruttuaria.
Vita e opere di un uomo «straordinario» appassionato di Dio

«Guglielmo aveva straordinarie doti di intelligenza e di saggezza: per questo era ricevuto con ogni onore nei palazzi dei re e dei grandi signori. Ogni volta che un monastero restava privo della sua guida, subito re, conti e vescovi insistevano presso di lui perché ne assumesse la direzione per riformarlo: infatti i cenobi di cui si era preso cura rifiorivano superando ogni altro per santità di vita monastica e per ricchezza. Egli stesso era solito assicurare che se in ogni monastero i monaci avessero osservato le prescrizioni della regola, non avrebbero mai sofferto la mancanza di nulla, come fu ampiamente dimostrato nei cenobi a lui affidati».
Rodolfo Glabro

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PRESENTAZIONE

«Nel passato più o meno recente e nelle circostanze più svariate, già numerosi studi italiani hanno dedicato una particolare attenzione alla figura di Guglielmo da Volpiano, inquadrandola, in certi casi, molto opportunamente nel contesto storico e culturale dei secoli X e XI. Ma, nonostante ciò, chi desidera avere una conoscenza approfondita e rigorosamente scientifica dell’attività svolta dall’illustre monaco canavesano si trova quasi subito a disagio perché gli scritti e i documenti più importanti, apparsi su riviste specializzate o inclusi in libri che spaziano in ambiti ben più ampi, sono difficili da reperire anche nelle biblioteche maggiormente fornite, mentre altre opere di più agevole e immediata consultazione risultano assai frammentarie e, talora, frutto più di una fantasiosa rielaborazione che di un’attenta indagine condotta sui testi originali delle fonti.

Le recenti scoperte archeologiche, che hanno portato alla luce l’impianto della chiesa e dell’annesso monastero di Fruttuaria, hanno altresì fatto convergere l’attenzione sulla figura poliedrica del loro costruttore. Così Guglielmo da Volpiano si presenta con la statura e la grandezza del riformatore monastico e del leader che ha saputo unire genti e culture diverse, promuovendo una maggior qualità di vita insieme a un più genuino impegno cristiano».

Queste affermazioni le possiamo leggere nella prefazione al libro Un monaco per l’Europa: Guglielmo da Volpiano, che ho scritto insieme a Stefano Benedetto e che è stato pubblicato oltre una trentina di anni fa, poco dopo la visita di S. Giovanni Paolo II alla abbazia di Fruttuaria, visita avvenuta il 19 marzo 1990.Va però subito sottolineato che in quest’ultimo periodo si è accentuato l’interesse sulla figura di Guglielmo da Volpiano a diversi livelli e con svariate iniziative, legate anche ad alcune ricorrenze significative, portando anche alla produzione di importanti scritti. In primo luogo il millennio della fondazione di Fruttuaria, che, oltre a manifestazioni di carattere popolare e folkloristiche, ha visto il fiorire di proposte di notevole valore culturale sulla vita e sull’attività del nostro illustre abate, e sugli inizi del monastero da lui fondato. Al riguardo basterà ricordare i due convegni svoltisi a S. Benigno: quello del 4 ottobre 2003, interamente dedicato a Guglielmo da Volpiano, e l’altro del 28 settembre – 1° ottobre 2006, rivolto ad allargare lo sguardo da Fruttuaria al movimento monastico del secolo XI (VIII convegno di studi sull’Italia benedettina).

E accanto agli studi su Guglielmo e sulla nostra abbazia, anche quelli riguardanti la diffusione della “Congregatio Fructuariensis”, e dei vari monasteri e celle da essa dipendenti, innanzi tutto con le ricerche del prof. Alfredo Lucioni, illustre docente all’università Cattolica di Milano, che non hanno mancato di evidenziare aspetti inediti e indubbiamente interessanti dei monasteri (soprattutto della Lombardia), che sono state delle dipendenze di Fruttuaria. E così pure studi sull’origine di alcuni centri canavesani non hanno potuto trascurare il ruolo importante del nostro monaco, anche per quanto riguarda gli insediamenti civili e l’organizzazione dei loro abitanti.

Il nostro lavoro ha contribuito in passato a offrire un’ampia panoramica sul nostro protagonista, offrendo altresì agli studiosi numerosi spunti per ulteriori approfondimenti a partire dalla traduzione delle fonti. Di fronte alle richieste pervenuteci, abbiamo deciso di riproporre questo studio in una nuova edizione, con qualche aggiornamento, a seguito dei numerosi scritti prodotti in questi ultimi anni, suddividendolo però, per una più efficace veste tipografica, in due tomi.

Questo volume è dunque una panoramica di tutta la vita del nostro abate, con un’attenzione ai più significativi studi critici. Ha soprattutto una finalità pastorale: aumentare la conoscenza e la venerazione verso S. Guglielmo, fondatore della nostra abbazia, e nei confronti del nostro “particolare patrono”, S. Benigno, da cui la nostra cittadina prende il nome. Non manca neppure un’ampia sintesi della storia dell’epoca di Guglielmo, senza la quale è difficile capire l’azione di un personaggio così rilevante e l’importanza che allora venne ad assumere l’abbazia di Fruttuaria. E un particolare interesse è dato anche dalle illustrazioni e dall’ampia bibliografia, che completano la trattazione.

Confesso che il testo voleva essere scritto – secondo l’insistenza di mia mamma – per le persone semplici, alle quali offrire una narrazione di facile lettura e comprensione, al fine di suscitare verso S. Guglielmo ammirazione e venerazione. Ma se mia mamma fosse ancora presente non sarebbe soddisfatta di questo lavoro perché non ha i caratteri che lei mi aveva suggerito.

L’intento rimane comunque quello di dare un ulteriore contributo per una maggiore conoscenza delle affascinanti vicende europee intorno all’anno Mille e di cui Guglielmo fu insigne protagonista.La revisione completa e totale della prima edizione di questo volume è stata soprattutto realizzata nei primi cinque anni di permanenza in Burkina Faso, a Dori e a Ouagadougou. Anche in quella terra, povera ma ricca di umanità, ho trovato presente lo spirito di S. Benedetto, testimoniato dalla numerosa presenza di monaci e di monache dei due monasteri benedettini, maschile e femminile, di Koubri.

✠ Pier Giorgio Debernardi – Vescovo emerito di Pinerolo

Ouagadougou (Burkina Faso), 11 luglio 2022
Festa di San Benedetto

INDICE

  • Presentazione
  • I. Il secolo di Guglielmo: un mondo che vuole spogliarsi della sua vecchiezza
  • II. Un segno di speranza nella crudeltà della guerra
  • III. Un ragazzo tra sogni e grandi desideri
  • IV. In cammino verso Cluny
  • V. Cultura, vita devota e amarezze in famiglia di un re
  • VI. Digione: cuore del ducato di Borgogna
  • VII. Un giovane abate e le sue prime attività pastorali
  • VIII. La vita monastica rifiorisce
  • IX. In Lorena terra di santi
  • X. Trattative per la fondazione di Fruttuaria
  • XI. Tornano a volare le aquile sui monasteri in Normandia
  • XII. Guerre, amori, viaggi e calamità
  • XIII. Una basilica di mirabile fattura
  • XIV. Arduino, marchese e re, tra scomuniche e guerre
  • XV. «Abbas Willelmus construit hoc domino». La fondazione di Fruttuaria
  • XVI. Difficili rapporti con l’imperatore e vescovi. Tramonto di un re
  • XVII. Altri splendidi monasteri di Normandia
  • XVIII. Un imperatore, un re e un popolo, insieme per la pace… e un abate per Fruttuaria
  • XIX. Ancora in Lorena, terra amica
  • XX. Guglielmo: severo e caritatevole nei confronti dei reali di Francia
  • XXI. L’ultimo ritorno in Italia: Ivrea e Fruttuaria
  • XXII. Un tramonto sereno
  • XXIII. «Quell’uomo straordinario che fu Guglielmo»
  • XXIV. Liturgia e arte: creatività dell’abate Guglielmo
  • XXV. Il popolo l’ha sempre chiamato santo
  • XXVI. “Fruttuaria” nome dato dall’alto
  • XXVII. Un monastero con respiro europeo
  • XXVIII. «Sub Regimine Sancti Benigni Fructerie»
  • XXIX. Documenti della protostoria di Fruttuaria
  • XXX. Eredi del sogno di Guglielmo
  • Bibliografia