โAllora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla provaโ.
Ci sono due motivi per cui delle volte domandiamo dei segni: il primo รจ che a volte cโรจ dentro di noi un cosรฌ grande bisogno di essere rassicurati che la ricerca di conferme รจ solo una grande dichiarazione di umanitร ; lโaltro motivo รจ meno nobile, e in definitiva รจ solo un modo per prendere tempo, per non lasciarsi mettere in discussione, per tentare di alzare la posta in gioco pur di non ammettere lโevidenza delle cose. ร contro questโultimo tipo di motivazione che Gesรน si scaglia nel Vangelo di oggi:
โMa egli, traendo un profondo sospiro, disse: ยซPerchรฉ questa generazione chiede un segno? In veritร vi dico: non sarร dato alcun segno a questa generazioneยปโ.
Non si puรฒ dialogare, rispondere, confrontarsi con chi usa le parole, i segni, gli avvenimenti in maniera strumentale alle sole proprie ragioni. Chi ha un atteggiamento polemico usa persino della veritร come unโarma per fare del male. In questo senso Gesรน riempie di segni la vita dei semplici, ma lascia completamente digiuni quelli che pensano di sapere tutto, di aver compreso tutto, e di avere le redini in mano.
โE lasciatili, risalรฌ sulla barca e si avviรฒ all’altra spondaโ.
La presunzione, la saccenza, la superbia alla fine ci fanno rimanere da soli. Gesรน non si lascia trovare da coloro che vogliono manovrarlo o possederlo, ma solo da coloro che lo cercano con cuore sincero. Il Vangelo di oggi รจ un grande invito a non entrare nella paranoia dei segni a tutti i costi, e a lasciare che il Signore si manifesti nella nostra vita cosรฌ come Egli riterrร piรน opportuno.
Tutto questo lโho compreso una volta mentre mi trovavo a Fatima. Mi domandavo, in quel luogo benedetto, perchรฉ Maria si fosse manifestata a quei bambini e non a me, ed ebbi chiaro che loro certamente non avrebbero manovrato quel dono, io probabilmente si. Delle volte ci fa bene avere lโumiltร di accettare di non avere abbastanza umiltร .
Commento al brano del Vangelo di: Mc 8, 11-13
AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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