ยซPrendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti รจ dolce e il mio peso leggeroยป. Il giogo รจ un arnese in legno usato nell’antichitร per la trazione animale: attaccato alla parte anteriore dell’animale permette di poterlo gestire, di potergli dare una direzione. Gesรน ci chiede dunque di farci guidare di lui, di sottometterciโtermine che forse ci piace un po’ menoโ, di abbandonarci totalmente a lui, con fiducia.
Ma chi invita, in particolar modo, a prendere il giogo su di sรฉ? Chi รจ stanco ed oppresso: ci dice che quando siamo stanchi, sfiniti, perchรฉ non abbiamo piรน una direzione, non ci รจ chiesto di affannarci alla ricerca di una nuova via, dobbiamo semplicemente abbandonarci a Lui. Il suo giogo infatti non รจ un giogo che opprime, รจ un giogo dolce, perchรฉ ci indica la strada; non ci toglie libertร ma ce la ridona, perchรฉ possiamo agire, come scrive Sant’Ignazio, โcome se tutto dipendesse da noi, sapendo che tutto dipende da Dioโ.
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Per riflettere
Nelle difficoltร riesco ad abbandonarmi Dio? Riesco ad accettare di perdere le redini e di farmi guidare? Provo a lasciarmi andare, non per deresponsabilizzarmi, ma per ricordarmi della mia piccolezza di cui Dio vuole perdersi cura.
Preghiera finale
Quel che mi accadrร oggi, mio Dio, non lo so.
Tutto quello che so รจ che nulla mi accadrร
che Voi non abbiate preveduto e diretto
al mio maggior bene da tutta l’eternitร .
Questo solo mi basta.
Adoro i vostri santi disegni eterni, impenetrabili;
mi sottometto con tutto il cuore per vostro amore,
vi faccio un sacrificio di tutto
e unisco il mio sacrificio a quello del mio Divin Salvatore.
(Luisa Piccarreta)
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi



