Don Lucio D’Abbraccio
Di don Lucio, puoi acquistare:
- il libretto “La festa della Gioia” per la Novena di Natale;
- il libretto “Via Crucis con San Pio da Pietrelcina“;
- il libretto “Novena alla Madonna di Lourdes“;
- il libretto “Novena a Maria che scioglie i nodi“;
- il “Rosario Meditato“.
- il libretto “Novena dell’Immacolata. Meditazioni di san Massimiliano Kolbe. Preghiere di papa Francesco“.
Va’ e anche tu fa’ così!
Nel Vangelo odierno abbiamo ascoltato che un dottore della Legge, volendo mettere alla prova Gesù, lo interroga ponendogli una domanda: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù non polemizza, ma fa dare al suo interlocutore la risposta giusta: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Il dottore della Legge fornisce una risposta ineccepibile, citando due passi della Torah: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Si tratta di un precetto che non va commentato, va vissuto!
Ecco perché Gesù ribatte: «Hai risposto bene; fa questo e vivrai», ossia, avrai la vita eterna. Ma costui, invece di accogliere l’invito a vivere la verità che già conosceva, e che Gesù gli ha confermato, volendo giustificarsi, pone un’altra domanda: «Chi è il mio prossimo?». Il prossimo per gli ebrei comprende gli appartenenti al popolo d’Israele. Con questa domanda è come se il dottore della Legge avesse voluto chiedere a Gesù: «Chi deve essere oggetto del mio amore? I connazionali? I fratelli nella fede? Chi?».
Gesù ci ha chiesto di vivere un amore fattivo, concreto, reale, dopo averci preceduto lui stesso in questo cammino. È lui infatti, secondo l’interpretazione dei padri della chiesa, il buon samaritano che, spinto dalla com-passione, si è fatto vicino all’umanità prostrata e ferita; è lui che con tutta la sua esistenza ci ha narrato le viscere di misericordia del Padre (cf Lc 6, 36); è lui che ancora oggi, dopo la sua morte e risurrezione, dice a ciascuno di noi: «Prenditi cura del fratello e io ti ricompenserò al mio ritorno».






