La questione del giudizio รจ una questione che riguarda ognuno di noi per un motivo molto semplice: lโaltro per noi lo specchio migliore in cui vedere la veritร di n stessi. Lโerrore perรฒ che facciamo รจ quello di pensare cl ci stiamo accorgendo dei difetti degli altri, del loro limite della loro debolezza, dimenticando che in tutto quello che apparentemente di vero stiamo dicendo dellโaltro, ci siamo noi.
Sovente lโasprezza dei nostri giudizi nei confronti degli altri, sottintende una mancanza di accettazione di quelle stesse cose dentro di noi. Solo chi non si vuole bene vede sempre il male negli altri. Chi รจ riconciliato con se stesso guarda lโaltro sempre con misericordia, con benedizione.
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Gesรน รจ netto nel chiedere ai suoi discepoli di prendere di petto una simile cosa e correggerla: <<Non giudicate, per non essere giudicati; perchรฉ col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati>>. ร un poโ come se volesse dirci che ci conviene lavorare sul nostro giudizio per ย poter trovare lo stesso giudizio benevolo quando alla fine della storia saremo tutti giudicati da colui che รจ il giusto per eccellenza.
E il primo passo รจ correggere in noi stessi ciรฒ che vorremmo correggere negli altri: <<Perchรฉ osservi la pagliuzza nellโocchio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nellโocchio tuo cโรจ la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dallโocchio del tuo fratello>>.
Messa in questo modo, la nostra capacitร di giudicare ha come sbocco naturale la nostra personale conversione. Tutto il male di cui ci accorgiamo nel mondo e nellโaltro dobbiamo estirparlo innanzitutto da noi, e cosรฌ avremo davvero cambiato il mondo. Infatti, sono io il primo pezzo del mondo che deve cambiare. Se parto da me, smetto di tenere il dito puntato.



