Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 20 Maggio 2022

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Commento al Vangelo di oggi

Quanti ci accostiamo alla mensa del Signore, dove riceviamo il corpo e il sangue di colui che ha offerto la sua vita per noi, dobbiamo anche noi dare la vita per i fratelli.

Il Signore, fratelli carissimi, ha definito l’apice dell’amore, con cui dobbiamo amarci a vicenda, affermando: โ€œNessuno puรฒ avere amore piรน grande che dare la vita per i suoi amiciโ€ (Gv 15, 13). A quanto aveva detto prima: โ€œQuesto รจ il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voiโ€ (Gv 15, 12), aggiunge quanto avete appena ascoltato: โ€œNessuno puรฒ avere amore piรน grande che dare la vita per i suoi amiciโ€. Ne consegue ciรฒ che questo medesimo evangelista espone nella sua lettera: โ€œAllo stesso modo che Cristo diede per noi la sua vita, cosรฌ anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelliโ€ (1Gv 3, 16), precisamente amandoci a vicenda come ci amรฒ Cristo che diede la sua vita per noi.

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รˆ quanto appunto si legge nei Proverbi di Salomone: โ€œSe ti siedi a mangiare con un potente, guarda e renditi conto di ciรฒ che ti vien messo davanti, e, mentre stendi la mano, pensa che anche tu dovrai preparare qualcosa di simileโ€ (Pro 23, 1–2). Quale รจ la mensa del potente, se non quella in cui si riceve il corpo e il sangue di colui che ha dato la sua vita per noi? Che significa sedere a questa mensa, se non accostarvisi con umiltร ? E che significa guardare e rendersi conto di ciรฒ che vien presentato, se non prendere coscienza del dono che si riceve? E che vuol dire stendere la mano pensando che anche tu dovrai preparare qualcosa di simile, se non quel che ho detto sopra e cioรจ: come Cristo diede la sua vita per noi, cosรฌ anche noi dobbiamo esser pronti a dare la nostra vita per i fratelli?

รˆ quello che dice anche l’apostolo Pietro: โ€œCristo soffrรฌ per noi, lasciandoci l’esempio, affinchรฉ seguiamo le sue ormeโ€ (1Pt 2, 21). Ecco cosa significa preparare altrettanto. รˆ questo che hanno fatto i martiri con ardente amore; e se noi non vogliamo celebrare invano la loro memoria, e non vogliamo accostarci invano alla mensa del Signore, alla quale anch’essi sono stati saziati, รจ necessario che anche noi, come loro, ci prepariamo a ricambiare il dono ricevuto. Alla mensa del Signore, perciรฒ, non commemoriamo i martiri nello stesso modo che commemoriamo quelli che riposano in pace; come se dovessimo pregare per loro, quando siamo noi che abbiamo bisogno delle loro preghiere onde poter seguire le loro orme, in quanto essi hanno realizzato quella caritร , che il Signore definรฌ la maggiore possibile. Essi, infatti, hanno dato ai loro fratelli la medesima testimonianza di amore che essi stessi avevano ricevuto alla mensa del Signore. (Sant’Agostino, Omelia 84)

Per riflettere

Quanto riesce il mio amore per gli altri a prescindere dai rapporti che ho avuto con loro? Se ho un nemico, quanto sono sicuro di non avere qualche responsabilitร  della sua inimicizia? E se proprio questa fosse del tutto gratuita, allora il mio nemico sarebbe messo cosรฌ male da aver bisogno di tutta la mia compassione e della mia preghiera.

Preghiera finale

L’amore รจ paziente, รจ benigno l’amore; non รจ invidioso l’amore,

non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto,

non cerca il suo interesse, non si adira,

non tiene conto del male ricevuto,

non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della veritร .

Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

L’amore non avrร  mai fine.

(Prima lettera ai Corinzi 13, 4–8a)


AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Centro Diocesano per le Vocazioni di Pisa
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi