Federazione Clarisse – Commento al Vangelo del 15 Maggio 2022

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VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO

La regola di vita diย amarsi gli uni gli altriย รจ inscritta nei cuori. La vediamo interpretata e vissuta a livelli piรน o meno profondi: ci si viene incontro lโ€™un lโ€™altro per un favore, ci si scambiano doni e auguri nelle circostanze particolari, si cerca la gioia di buone relazioni, si intessono amicizie fedeli e durature, si rispettano le regole del vivere comune come fondamento della vita sociale e cosรฌ via. Sebbene non vi sia sempre un coinvolgimento affettivo e talvolta si nascondano lโ€™interesse personale o la logica del mercato, sono tutte forme della necessitร  vitale diย amarsi gli uni gli altri.

Non di rado questo amore รจ capace di gratuitร , per cui si fa lโ€™elemosina, si presta del denaro sapendo che difficilmente potrร  essere restituito, si offrono tempo ed energie per fare del bene, si ama pur non avendo contraccambio. Talvolta si arriva a dare la vita, come testimoniano tanti eroi che si sono sacrificati per salvare la vita di altri uomini o donne.

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Cโ€™รจ dunque nel cuore umano una naturale filantropia che fa camminare il bene sulla terra e la rende piรน vivibile e accogliente. Per il credente questa bellezza insita nel cuore degli uomini e delle donne si chiamaย immagine e somiglianzaย di Dio.

A questa visione dellโ€™uomo bisogna rifarsi per comprendere ilย comandamento nuovoย che Gesรน consegna ai suoi discepoli. Il dono di Dio infatti fa presto i conti con il dramma di una realtร  che distorce e ferisce lโ€™amore che abita in noi e tra noi. ย Vediamo il Bene, che desideriamo costruire nella convivenza umana, sopraffatto da una serie di sentimenti e azioni opposte. La Bibbia chiama questa presenza ostileย peccato.

In questa frattura tra lโ€™immagine e la somiglianza di Dioย e ilย peccato, il Padre, per amore, manda il suo Figlio. Proprio nel momento in cui Gesรน รจ investito dalla tenebra del male e il suo destino sembra deciso dal tradimento di un discepolo, esattamente al cuore della lacerazione del peccato che soffoca lโ€™amore reciproco in un garbuglio di emozioni e interessi contrastanti, lโ€™Unigenito di Dio restituisce ogni figlio e figlia allโ€™originaria vocazione allโ€™amore, cioรจ allโ€™umanitร  nella sua pienezza gloriosa. Lo fa legando lโ€™antico e originario imperativo dellโ€™amore alla novitร  assoluta della sua incarnazione: ยซcome io ho amato voiยป! Non solo lโ€™amore di Dio in Gesรน si รจ reso visibile nella sua modalitร  e misura, ma soprattutto si รจ riversato nei nostri cuori come inesauribile sorgente di grazia, cui attingere la possibilitร  di essere con lui vittoriosi sul male che ci divide spegnendo lโ€™amore. Perchรฉ Egli ci ha amati e ci ama con misericordia infinita, in Lui possiamo amarci gli uni gli altri, chiedendo su ogni separazione e conflitto la vittoria del perdono, la gloria dellโ€™amore. รˆ questo il frutto della fede pasquale che ci manifesta al mondo comeย discepoliย di Gesรน.

Sr. Chiara Amata – Monastero di Milano FONTE

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