p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 15 Maggio 2022

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Piรน potenti o piรน inermi?

Ogni struttura nel tempo tende a consolidarsi, non sempre ci riesce, ma sicuramente questo รจ lโ€™implicito obiettivo: diventare piรน forte, piรน solida, piรน sicura. Questo vale anche per lโ€™essere umano. Ogni persona infatti mira a formarsi, custodire e difendere una personalitร  riconoscibile e stabile. Di conseguenza tutto ciรฒ che si presenta come novitร , instabilitร  o provocazione viene regolarmente respinto.

La domanda che la liturgia di oggi ci pone davanti รจ se questa modalitร  di strutturazione sia compatibile con la vita spirituale. Abbiamo infatti come obiettivo il potere, mentre la vita spirituale mira allโ€™incontro con la novitร  di Dio e soprattutto a crescere in un amore che non ci rende piรน potenti, ma piรน inermi!

Esortare o controllare?

Il capitolo 14 degli Atti degli Apostoli descrive infatti alcuni modi di procedere nella prima comunitร  cristiana, nonchรฉ alcuni elementi della predicazione iniziale. Innanzitutto รจ una Chiesa che non rimane ferma, ma che รจ in movimento. Lo scopo delle visite degli Apostoli alle comunitร  non รจ la costruzione di un potere, ma lโ€™occasione per riconoscere lโ€™opera di Dio. Sembra infatti che anche gli anziani, che vengono scelti, abbiano il compito di continuare quellโ€™opera di incoraggiamento, dal momento che si entra nel Regno di Dio ยซattraverso molte tribolazioneยป e non attraverso il potere.

รˆ probabile perรฒ che sempre di piรน, proprio per quella tendenza che abbiamo evidenziato allโ€™inizio, questo compito si sia identificato progressivamente con una funzione di giudizio e di controllo. Al contrario, chi presiede la comunitร , sembra dirci la liturgia di oggi, dovrebbe avere come scopo quello di ยซdire la gloria del Regno di Dio e di parlare della sua potenzaยป, come ci viene ricordato dal Sal 144.

Equilibrio o novitร ?

Ciรฒ che si consolida e si struttura nel potere, difficilmente si apre poi alla novitร . รˆ proprio questa infatti la provocazione che viene sollevata sia dal testo dellโ€™Apocalisse quanto, e soprattutto, dai versetti del capitolo 13 di Giovanni, che ci presentano una piccola parte del discorso di Gesรน nel Cenacolo dopo che Giuda si รจ gettato nella notte del tradimento.

I versetti del libro dellโ€™Apocalisse che ascoltiamo ripetono per almeno quattro volte la parolaย nuovo: come dicevo, chi tende perรฒ a consolidarsi, cerca un equilibrio rassicurante, e difficilmente si apre alla novitร . Come possiamo vivere allora il rapporto con Dio? Se siamo piรน attenti a costruire strutture di potere e di controllo, quale spazio potrร  esserci per la presenza di Dio che si rivela nella novitร ?

Reciprocitร  o spreco?

Anche il comandamento che Gesรน lascia ai suoi discepoli รจ un comandamento nuovo. E comprendo questa novitร  nel senso di una continua provocazione che sbaraglia il tentativo umano di ritrovare costantemente un equilibrio. Gesรน infatti ci chiede di amare in una modalitร  capace di abbandonare la reciprocitร . Eppure sappiamo bene che ordinariamente tendiamo tuttalpiรน ad amare cercando un equilibrio.

Se amiamo, lo facciamo per lo piรน secondo i criteri della partita doppia: non ammettiamo mai che i conti dellโ€™amore siano in rosso! Amiamo con la subdola speranza di essere ripagati, diamo con lโ€™intenzione piรน o meno manifesta di ricevere almeno altrettanto. La chiamiamo educazione o rispetto. Abbiamo fatto della reciprocitร  un valore culturale, ma certamente non รจ il modo in cui Cristo ci chiede di amare.

Gesรน infatti dice sรฌ di amarci lโ€™un lโ€™altro, ma aggiungeย comeย egli ci ha amato. Se non avesse aggiunto quelย come, avremmo potuto ricercare nellโ€™altro il criterio dellโ€™amore: ti amo sรฌ, ma come mi ami tu, non di meno, ma neanche di piรน. Lโ€™amore sarebbe diventato una sorta di salto nella spirale della competizione e del confronto. E purtroppo, umanamente, lโ€™amore รจ stato ridotto a questo.

Gesรน invece pone il criterio dellโ€™amore al di fuori della reciproca relazione: ciascuno deve amare lโ€™altro non guardando a come รจ amato dallโ€™altro, ma a come รจ amato da Gesรน. La provocazione di Gesรน รจ terribile, perchรฉ Gesรน ci ha amato e ci ama senza misura, senza giudicare, perdonandoci gratuitamente, sprecando con noi lโ€™amore senza la pretesa del contraccambio. Per questo ogni equilibrio viene meno, ma proprio questo superamento dellโ€™equilibrio consente di essere aperti alla novitร  di Dio.

I discepoli di Gesรน si riconoscono quindi daย comeย si amano, diceva laย Lettera a Diogneto, si riconoscono cioรจ se nella loro relazione traspare il modo di amare di Gesรน.

Leggersi dentro

  • Sei preoccupato di consolidare il tuo potere o sei aperto alla novitร  di Dio?
  • Nel tuo modo di amare ricerchi lโ€™equilibrio o sei disposto a sprecare?

per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I.
Fonte