don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 9 Aprile 2022

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โ€œยซChe facciamo? Questโ€™uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare cosรฌ, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazioneยปโ€.

Il terrorismo della paura funziona sempre. Se vuoi ottenere qualcosa non devi dare una ragione valida, bensรฌ una paura valida affinchรฉ si smetta persino di ragionare pur di risolvere la paura. ย รˆ con questo tipo di strategia che si fa spazio nei contemporanei di Gesรน lโ€™idea sempre piรน forte di ucciderlo. Ma lungi da noi pensare che noi siamo migliori. Basta guardare le nostre vite per accorgerci di quanto potere diamo alla paura e a ciรฒ che essa ci suggerisce.

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Ad esempio la paura di soffrire ci dice che non dobbiamo permettere a nessuno di entrare troppo nel nostro cuore, e cosรฌ commettiamo interiormente un delitto contro ogni tentativo di amore, ma ci diciamo che รจ โ€œper una causa buonaโ€. Con ragionamenti cosรฌ hanno portato Gesรน in croce.

โ€œMa uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quellโ€™anno, disse loro: ยซVoi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione interaยป.ย  Questo perรฒ non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzรฒ che Gesรน doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderloโ€.

Il Signore ha sempre la capacitร  di riempire di un significato profondo le cose, anche le piรน sbagliate, ma ciรฒ non toglie nessuna responsabilitร  alle nostre azioni. Altrimenti questo ci metterebbe nella situazione di dire che il male รจ necessario al bene. Il male rimane male.

Se Dio ha la capacitร  di saper trarre un bene da un male questo รจ perchรฉ solo Lui puรฒ fare una cosa simile. Ma pensare che bisogna che si faccia un male per raggiungere un bene significa giustificare il male stesso. Mentre il male non ha nessuna giustificazione, e alla fine della storia, anche se finirร  bene, chi ha compiuto il male dovrร  rendere conto di ciรฒ che ha fatto.

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Quando il risentimento si mescola alla paura allora la combinazione diventa mortale. รˆ questo il tema del Vangelo di oggi: ยซChe facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare cosรฌ, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazioneยป. La decisione di uccidere Gesรน nasce da questa serpeggiante paura mescolata al risentimento.

รˆ un poโ€™ come se il Vangelo volesse dirci che quando viviamo male qualcosa facciamo in modo tale da vedere tutto male e da giustificare anche scelte malvagie che possiamo prendere proprio a partire da questo. Se qualcuno ci รจ antipatico vediamo sempre male tutto ciรฒ che lo riguarda, e se possiamo arrivare a fargli del male troviamo sempre una valida giustificazione per autoassolverci.

Questo รจ stato vero per la vicenda di Gesรน ma continua a essere vero anche nelle nostre piccole o grandi esperienze quotidiane. La cosa che dovrebbe farci riflettere รจ che tutto questo lo biasimiamo quando lo incontriamo nel Vangelo, ma quando invece lo proponiamo nella nostra vita allora non abbiamo nessun problema a giustificarci e a comportarci nello stesso modo. A poche ore dalla settimana santa dovremmo lasciare che il Vangelo faccia luce sulle nostre incoerenze e ci indichi piรน chiaramente che noi non siamo migliori di quelli che condannarono Gesรน.

Ma siamo sempre in tempo a ravvederci e ad agire di conseguenza.